HomeSportPogacar, il dottor Falchi: “Il Mondiale? Difficile, non impossibile. Ma l”Europeo…”

Pogacar, il dottor Falchi: “Il Mondiale? Difficile, non impossibile. Ma l”Europeo…”

“La stagione di Tadej Pogacar potrebbe non essere finita”. Alfredo Falchi, direttore del servizio di ortopedia-traumatologia dello sport e riabilitazione, Gruppo Iseni Sanità, non esclude che potremmo rivedere lo sloveno con il numero sulla schiena in questa stagione.

Dottore, Pogacar ha riportato, oltre i vari traumi, la frattura scomposta della clavicola sinistra e una frattura, senza interessamento neurologico, della settima vertebra cervicale. Quali sono con questa diagnosi i tempi di recupero?

“Partiamo da un fatto: per una persona comune una frattura operata di clavicola richiede 3-4 settimane di tempo di recupero. Bisogna tenere in conto che la clavicola è un osso un po’ difficile, non sempre obbedisce con precisione ai tempi biologici. La stessa frattura, operata nello stesso modo, potrebbe reagire in modo diverso”.

Ma per un atleta, soprattutto di alto livello, le cose cambiano. Gli atleti di elite hanno altre esigenze. il oro obiettivo, in genere, è guarire il prima possibile pur assumendosi qualche rischio

“Vero, con gli atleti di alto livello cambia l’algoritmo (sorride, ndr). Hanno obiettivi e impegni importanti. Conta molto anche la squadra. Resta il fatto che loro, prendendosi rischi, accelerano il più possibile”.

Il Mondiale il Canada è il 26 settembre: Tadej potrebbe farcela?

“Molto difficile, non impossibile. Certo che i rischi, anche con un recupero molto accelerato, verrebbero dilatati in modo molto importante. In genere, per un atleta, i primi 2-3 giorni dopo l’incidente sono di totale tranquillità. Sempre che la clavicola sia rotta in due monconi, e non in tre, si possono cominciare i rulli quando non c’è più dolore. Però passa almeno un’altra settimana prima di salire sui rulli. dopo tre settimane dalla caduta si può cominciare ad allenarsi su strada. Questo senza tenere conto, nel caso specifico, della frattura cervicale”

In che senso?

“Le fratture cervicali sono importanti perché possono lasciare un deficit funzionale. Però, visto anche il collare che gli hanno messo, quella di Pogacar non dovrebbe essere una grande cosa. Probabilmente è di un processo trasverso. Non mobile e non grave”.

Ci sono casi di corridori che escono ad allenarsi su strada in tempi più brevi

“Assumendosi però rischi enormi perché se la frattura non è consolidata la placca di titanio continua a trasmettere stimoli, dovuti alle vibrazioni, all’osso. Di conseguenza si continua ad avere dolore”.

La placca poi va tolta?

“Sì, visto il rischio per un corridore di ri-fratturarsi, di solito dopo 6 mesi la placca viene tolta”.

Il periodo della stagione potrebbe influire sui tempi e sulle scelte?

“Potrebbe essere. Se come ho detto per il Mondiale la vedo difficile già è diverso per l’Europeo. Non solo perché è una settimana dopo, ma anche perché si corre nella sua Slovenia, a due passi da casa sua. e per quell’occasione le pressioni saranno enormi. e dopo un’altra settimana è in programma il Lombardia. Non escluderei che Pogacar stringa i denti e punti a esserci anche soffrendo. poi tanto la stagione finirà comunque e avrà tempo di recuperare bene”.

Nella foto sopra il Dottor Falchi, in quella in basso Pagacar dopo il ricovero in ospedale a Barcellona

Contributo tratto da Malpensa 24 sito partner del GRUPPO ISENI EDITORI

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