Pavia al Fraschini, prosegue la Stagione di Prosa 2025/2026

Il prossimo appuntamento: 13-14-15 febbraio La Grande Magia di Eduardo De Filippo; #iltuopostodibenessere

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Il Teatro Fraschini mette in scena La Grande magia dal 13 al 15 febbraio. Questo è uno dei testi più enigmatici, moderni e spiazzanti di Eduardo De Filippo, affidato alla regia di Gabriele Russo e interpretato da un cast di straordinario rilievo guidato da Natalino Balasso e Michele Di Mauro. Una commedia nera, sospesa tra illusione e realtà, che interroga lo spettatore su una domanda ancora bruciante: cosa è vero e cosa è falso?

“Mettere in scena uno spettacolo di Eduardo” – specifica Francesco Nardelli, Direttore Generale del Teatro Fraschini – “significa interrogare il teatro nella sua funzione più profonda: non intrattenere, ma rivelare. La grande magia ci parla dell’uomo contemporaneo con una lucidità disarmante, perché racconta la fragilità delle relazioni e il bisogno disperato di verità che attraversa la nostra epoca. E’ un testo che smaschera le illusioni private e le maschere sociali, restituendo al pubblico uno specchio in cui riconoscersi. Il Teatro Fraschini vuole essere proprio questo: un luogo dove i classici non vengono celebrati come monumenti del passato, ma rimessi in circolo come strumenti vivi di pensiero, capaci di generare domande urgenti sul presente”.

Scritta nel 1948 e inizialmente accolta con incomprensione, La grande magia è oggi riconosciuta come una delle opere più visionarie del teatro eduardiano. È una riflessione vertiginosa sull’identità, sull’ossessione e sulla fragilità delle relazioni umane.

Al centro della vicenda c’è Calogero Di Spelta, marito tradito, uomo divorato dal bisogno di controllo, incapace di amare senza possedere. La sua scelta di rifugiarsi in una finzione — credere che la moglie sia rinchiusa in una scatola pur di non affrontare la realtà — diventa una potente metafora contemporanea: la costruzione di prigioni mentali per difendersi dal dolore e dall’incertezza.

A opporsi e specchiarsi in lui è Otto Marvuglia, mago ambiguo e manipolatore, figura cangiante che attraversa i confini tra impostura e verità. Attraverso il suo gioco illusionistico, la percezione del reale si frantuma. Personaggi e spettatori vengono trascinati in un cortocircuito continuo, in cui la linea tra ciò che accade e ciò che viene creduto si dissolve. Eduardo anticipa così una crisi della verità che parla direttamente al nostro presente: un tempo in cui le relazioni sono fragili, la realtà è negoziabile e l’illusione diventa rifugio.

La regia di Gabriele Russo affronta il testo come un classico vivo, liberandolo dalle incrostazioni della memoria senza tradirne l’essenza. La tradizione diventa “trampolino”, simbolo dichiarato dell’allestimento: un luogo fisico e metaforico da cui far scaturire visioni, sparizioni, ribaltamenti. La scena si trasforma in uno spazio sospeso dove il reale e il fantastico si compenetrano, restituendo tutta la vertigine della scrittura eduardiana.

Russo riconosce in La grande magia una drammaturgia di respiro universale, capace di dialogare con Pirandello e Shakespeare, un teatro che riflette su se stesso e sulla natura dell’illusione. Non una commedia sulla famiglia, ma una commedia sull’uomo smarrito, sull’incapacità di distinguere tra fede e autoinganno. Eduardo costruisce una macchina teatrale ambigua, scivolosa, profondamente moderna: una commedia nera che oggi risuona con una potenza sorprendente.

La scelta del cast risponde a questa visione: grandi interpreti chiamati a confrontarsi con una lingua e un immaginario che travalicano i confini geografici. Natalino Balasso dà corpo a un Calogero Di Spelta fragile e feroce, mentre Michele Di Mauro incarna un Otto Marvuglia magnetico e inquietante. Attorno a loro, una compagnia che amplifica il gioco di specchi e prospettive voluto da Eduardo, trasformando ogni scena in un continuo ribaltamento di sguardo.

La grande magia diventa così un’esperienza teatrale che non consola ma destabilizza, che non offre risposte ma moltiplica le domande. Un omaggio al teatro come luogo di finzione necessaria, dove la menzogna può rivelare verità più profonde della realtà stessa. Perché, come suggerisce Eduardo, il teatro è una grande magia.

INFORMAZIONI DI BIGLIETTERIA
Quattro Cavalieri Card
La card, in vendita dal 1 settembre, è acquistabile al prezzo di 50 € esclusivamente presso la Biglietteria del teatro. È personale, incedibile e dà diritto alla riduzione del 25% su tutti gli spettacoli (eccetto i Musical) programmati dalla Fondazione Teatro Fraschini.

BIGLIETTERIA – ORARI DI APERTURA
dal lunedì al sabato → dalle ore 17:00 alle ore 19:00
mercoledì e sabato anche alla mattina → dalle 11:00 alle 13:00
[email protected]; tel. 0382/371214
biglietteria online teatrofraschini.vivaticket.it

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