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Palalic “Vicinanza strategica tra Serbia e Italia, serve allargamento dell’Ue”

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ROMA (ITALPRESS) – L’adesione della Serbia all’Unione europea, il partenariato strategico e il rafforzamento dei rapporti economici con l’Italia: sono alcuni dei temi al centro degli incontri istituzionali del gruppo per l’amicizia parlamentare Serbia e Italia e con il Vaticano, in questi giorni a Roma. “Abbiamo avuto occasione di parlare con il Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, e anche con altri esponenti del Parlamento italiano, come i presidenti delle Commissioni Esteri, Giulio Tremonti e Stefania Craxi: i nostri incontri hanno confermato la vicinanza strategica che esiste tra Serbia e Italia“, ha detto Jovan Palalic, presidente del gruppo per l’amicizia parlamentare Serbia e Italia e con il Vaticano, in un’intervista all’agenzia Italpress, alla vigilia della visita, la prossima settimana, del ministro della Difesa, Guido Crosetto, a Belgrado per “la celebrazione dei 110 anni della grande operazione militare durante la Prima guerra mondiale, quando l’esercito italiano aveva salvato il nostro esercito e la nostra popolazione che si trovava in una situazione difficile dopo l’attacco austro-ungarico”. 

“Abbiamo sentito una posizione chiara dell’Italia rispetto all’allargamento ai Balcani occidentali nell’Unione europea. Per quanto riguarda la Serbia, l’Italia ha detto apertamente che non ci sono condizioni, perché è in gioco la sicurezza europea comune. Ci sono altri Paesi che non condividono questa posizione, quindi abbiamo chiesto ai nostri amici italiani di parlare con loro dell’importanza di un processo di allargamento veloce per la Serbia – il più grande paese nella regione – nell’Unione europea. Non si può immaginare il completamento dell’integrazione europea senza Serbia”, spiega Palalic, ringraziando l’Italia per il sostegno all’apertura del cluster 3.

“Quattro anni fa, la Commissione europea ha detto che la Serbia ha fatto tutto quello che era necessario per proseguire nel processo di adesione all’Ue, come le leggi elettorali o quelle che riguardano i media, ma ci sono Paesi europei che bloccano l’apertura del cluster 3: questo non è giusto, non possiamo accettare altre condizioni politiche”, ha osservato il deputato serbo. Palalic spiega che la stabilità dei Balcani è importante e “l’Italia, con il suo soft power, può avere un grande ruolo come mediatore nel risolvere tutte le crisi regionali”.

Dal 15 marzo, ricorda, è prevista la piena applicazione della legge sulla cittadinanza in Kosovo, che preoccupa i cittadini serbi residenti e rischia di far riaccendere le tensioni. “La nuova legge è discriminatoria per i serbi e può creare un’atmosfera insostenibile per continuare a vivere in Kosovo. Siamo molto preoccupati, i nostri colleghi italiani lo hanno appreso oggi per la prima volta”. Anche per quanto riguarda i flussi migratori “è assolutamente nostro interesse comune tenerli sotto controllo, con particolare attenzione al Kosovo” dove sono presenti “cellule terroristiche di foreign fighters dalla Siria”. Per la sicurezza energetica, la Serbia “punta sulla diversificazione, perché in questo momento abbiamo una dipendenza del 100% dal gas russo: sicuramente è un aspetto che può dare un valore aggiunto alla stabilità della regione”.

Per quanto riguarda nuovi ambiti di cooperazione tra Italia e Serbia, “oltre a una lunga tradizione nell’automotive e nel tessile, abbiamo aperto nuove possibilità nel settore delle nuove tecnologie: la Serbia è diventata un hub per l’IT, per le startup, per l’intelligenza artificiale. Abbiamo molti giovani istruiti che possono dare un valore aggiunto alle aziende italiane e, con il know-how italiano in questi settori, possiamo fare molto bene e rafforzare i nostri rapporti economici perché in futuro, in questi settori, sicuramente ci saranno spazi per migliorare ulteriormente i nostri rapporti economici. I nostri governi stanno discutendo delle leggi per semplificare quello che può aiutare i nuovi investimenti italiani e semplificare i flussi commerciali tra Serbia e l’Italia. L’Italia a livello europeo è il secondo partner commerciale per la Serbia, con tantissimi investimenti nel settore delle piccole e medie imprese”, conclude.

– Foto xi2/Italpress –

(ITALPRESS).

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