Si è tenuto martedì presso l’Ospedale Fornaroli di Magenta un importante appuntamento formativo e clinico dedicato ai tumori femminili, in particolare al carcinoma dell’endometrio e dell’ovaio. L’evento ha confermato la vocazione del presidio magentino come punto di riferimento territoriale e ha acceso i riflettori sulla nuova organizzazione regionale basata sulla stretta sinergia tra ospedali periferici (Spoke) e centri ad alta specializzazione (Hub).
A fare gli onori di casa è stato il dottor Marco Galliano, primario del reparto di Oncologia di Magenta, che ha sottolineato l’importanza di questo appuntamento autunnale ormai consolidato. La Regione Lombardia ha recentemente individuato nove centri d’eccellenza autorizzati agli interventi chirurgici più complessi sull’ovaio.
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In questo scenario, strutture come l’Ospedale Fornaroli e l’Ospedale di Legnano, che servono un bacino d’utenza enorme superiore ai 500.000 abitanti, operano come fondamentali “sentinelle” sul territorio. Il loro compito è duplice: individuare tempestivamente la patologia e assicurare un invio strutturato e di alta qualità verso i centri Hub, per poi riprendere in carico le pazienti per le terapie di follow-up e i trattamenti medici di prossimità.
Al convegno hanno partecipato figure di spicco del panorama medico nazionale e internazionale, tra cui la professoressa Domenica Lorusso (estensore delle linee guida ESMO dell’ospedale San Pio X), il professor Ghezzi (responsabile della ginecologia oncologica dell’Ospedale di Varese) e la professoressa Chiara Cassani (in rappresentanza dell’Hub di Pavia).
Il professor Ghezzi ha evidenziato come la tecnologia all’avanguardia e i volumi elevati di interventi siano determinanti: curare centinaia di casi all’anno consente un approccio multidisciplinare integrato che coinvolge radioterapisti, oncologi, radiologi, psicologi e psichiatri. Una visione condivisa dal dottor Giorgio Formenti, direttore dell’Unità di Ginecologia di Magenta, che ha ribadito il valore di un percorso che unisce la competenza diagnostica locale alla massima specializzazione chirurgica regionale.
Un discorso di grande interesse scientifico è stato introdotto dalla professoressa Domenica Lorusso, che ha descritto un periodo di straordinari progressi nella ricerca oncologica ginecologica. Per quanto riguarda il tumore ovarico l’introduzione di nuove classi di farmaci come i PARP-inibitori e gli anticorpi farmacoconiugati ha radicalmente cambiato la storia della malattia, offrendo nuove speranze anche nelle forme recidivanti o resistenti al platino. Per il tumore dell’endometrio si sta assistendo a una vera e propria rivoluzione in cui l’utero viene suddiviso in quattro patologie distinte, ciascuna trattata in modo mirato. L’arrivo dell’immunoterapia ha dimostrato di poter ridurre significativamente il rischio di progressione e morte persino nelle forme avanzate e metastatiche.
Un modello, quello presentato al Fornaroli, che dimostra come la collaborazione tra territori, reti regionali e ricerca clinica d’eccellenza rappresenti la chiave vincente per offrire alle donne cure sempre più tempestive, efficaci e vicine a casa.













