C’è un filo che lega passato e futuro, memoria e responsabilità. Il Comune di Opera ha deciso di rafforzarlo con un gesto tanto simbolico quanto concreto: l’intitolazione di una via a Enrico Pedenovi, nel cinquantesimo anniversario della sua tragica scomparsa.
Una scelta che va oltre la toponomastica. È un atto di civiltà, un messaggio forte e limpido rivolto soprattutto alle nuove generazioni: mai più violenza, mai più odio politico, mai più vittime per le proprie idee.
Enrico Pedenovi, consigliere provinciale e avvocato stimato, fu assassinato il 29 aprile 1976 in un clima segnato dagli anni di piombo, mentre si recava a una commemorazione. La sua figura è ricordata per l’impegno istituzionale, la mitezza e la dedizione alla vita pubblica . La sua uccisione rappresentò uno degli episodi più drammatici di una stagione in cui la violenza cercò di piegare la democrazia.
Proprio per questo, la decisione dell’amministrazione comunale assume un valore ancora più profondo. Non solo ricordare, ma educare. Non solo commemorare, ma costruire consapevolezza.
Il vicesindaco Alberto “Pino” Pozzoli lo sottolinea con parole che danno il senso pieno dell’iniziativa:
«L’intitolazione di una via a Enrico Pedenovi è un atto volto a preservare il ricordo di una figura impegnata nella comunità e a promuovere i valori del rispetto, del dialogo democratico e della libertà di pensiero, parola e opinione» .
Una dichiarazione che racchiude il cuore della scelta: fare memoria non come esercizio rituale, ma come impegno vivo e attuale.
Non è un caso che l’inaugurazione coinvolgerà anche la Città Metropolitana di Milano, che già da anni custodisce il ricordo di Pedenovi con una sala a lui dedicata a Palazzo Isimbardi e con momenti commemorativi annuali. E sarà particolarmente significativo, come auspicato dall’amministrazione, poter condividere questo momento con le figlie Giannina e Beatrice, presenza viva di una memoria che attraversa il tempo.
In un’epoca in cui il dibattito pubblico rischia troppo spesso di scivolare nella contrapposizione sterile, Opera compie una scelta chiara: ricordare per unire, non per dividere. Perché la libertà di pensiero non è negoziabile. E perché la democrazia si difende anche così, dando un nome alle strade e un senso alla memoria.
Un gesto semplice, ma potente. Che parla al presente e guarda lontano. Un gesto improntato al coraggio.

















