Il tema dell’esposizione alle onde elettromagnetiche torna al centro del dibattito pubblico a Magenta. A riportarlo all’attenzione è il Comitato a tutela dall’elettromagnetismo, che nei giorni scorsi ha illustrato le proprie istanze attraverso la portavoce, la professoressa Filomena Battipaglia. Al centro dell’iniziativa non vi sarebbe, come chiarito dalla stessa Battipaglia, una posizione ideologica di contrapposizione allo sviluppo tecnologico, bensì la volontà di promuovere una maggiore attenzione alla salute dei cittadini e alla qualità del territorio. “Non siamo contro l’elettromagnetismo – ha spiegato – ma a favore della tutela”, ribadendo l’intenzione del comitato di instaurare un dialogo costruttivo con l’amministrazione comunale, al di là degli schieramenti politici.
Le proposte avanzate al Comune, alcune formalizzate e protocollate già da circa un anno, si articolano in tre direttrici principali. La prima riguarda l’istituzione di corridoi tecnologici: aree individuate e pianificate dove concentrare l’installazione delle stazioni radio-base, così da ridurre l’impatto nelle zone a più alta densità abitativa. Una soluzione che, secondo il comitato, permetterebbe di coniugare innovazione e pianificazione urbana.
Il secondo punto concerne il monitoraggio dei siti sensibili. L’attenzione è rivolta in particolare a due edifici privati, situati in via Brocca (Hotel Excelsior) e via Casati (Vincenziana), sui cui tetti sono presenti antenne collocate nel cuore del tessuto cittadino, in prossimità di scuole, parchi e abitazioni. Il comitato chiede controlli costanti e trasparenti sulle emissioni, a garanzia della popolazione.
Infine, una proposta che intreccia ambiente, cultura e identità locale: il recupero del Fontanile Fagiolo. L’idea è restituire al sito la sua funzione didattico-scientifica, valorizzandolo come luogo simbolico delle origini storiche di Magenta e come spazio di educazione ambientale.
Nel corso dell’intervento, Battipaglia ha anche condiviso un aspetto personale, spiegando di essere affetta da elettrosensibilità certificata. A sostegno delle proprie affermazioni ha citato studi scientifici e documentazione medica, sottolineando come gli effetti dell’esposizione elettromagnetica possano risultare particolarmente dannosi per alcune categorie di persone. “Molti potrebbero esserlo senza saperlo, perché non hanno mai effettuato accertamenti specifici”, ha avvertito. Nonostante incontri, consegna di materiale informativo e documentazione scientifica, il comitato segnala una fase di stallo nei rapporti con l’amministrazione e l’assenza di risposte operative negli ultimi mesi. Da qui l’auspicio di organizzare un incontro pubblico a Magenta, sul modello di iniziative già svolte in città come Novara, con la partecipazione di esperti del settore. Un’occasione, secondo il comitato, per informare correttamente la cittadinanza e affrontare il tema in modo scientifico e trasparente.


















