Novara: uccise il figlio per difendere la moglie, ‘gli chiedo perdono’

Edoardo Borghini in aula: "Darei la vita per riaverlo, spero di andarmene presto"

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“Vorrei chiedere perdono a mio figlio. In quella sera di terrore ho agito per difesa, non per uccidere. Darei la mia vita per riaverlo. Porterò con me il
senso di colpa per tutta la vita. Spero di andarmene il prima
possibile perché non so se potrò andare avanti”.

È un passaggio della dichiarazione spontanea resa da Edoardo Borghini, l’uomo
di 64 anni a processo per aver ucciso il figlio 34enne Nicolò la
sera del 19 gennaio 2025 nella loro abitazione di Ornavasso
(Verbano-Cusio-Ossola), in apertura della discussione in
tribunale a NOVARA davanti alla corte d’Assise.

“Chiedo perdono a mia moglie per averle tolto un figlio – ha
aggiunto l’imputato – e anche per non poterla più aiutare con
sua sorella, che da ventitré anni vive con noi. Chiedo perdono a
tutti i familiari miei e di mia moglie e a tutti gli amici che
ho fatto soffrire”.

Questa mattina è in corso la requisitoria del pm. Borghini è a
processo con l’accusa di omicidio aggravato dal vincolo di
parentela. L’uomo ha sempre spiegato di aver agito per difendere
la moglie e la cognata dalla furia del figlio che, rientrato a
casa ubriaco, li aveva aggrediti.

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