MILANO NOVARA L’operazione “Black Steel” della Procura di Milano,che ha consentito di far luce su un vorticoso giro di denaro (quasi €. 100.000.000), legato a imponenti traffici illeciti di rifiuti e transitato sui conti di società italiane ed estere (tedesche e ungheresi) per essere “ripulito” e reinvestito in ulteriori attività, prevalentemente illecite, ha messo anche in evidenza che una parte di proventi illeciti sono stati reinvestiti anche nell’acquisto di una squadra di calcio piemontese militante in serie C, il Novara Calcio, poi rivenduta prima di essere sottoposta a fallimento.
Oltre 65.000.000 euro, dopo essere stati bonificati sui conti della società tedesca TM Commodities gmbh, sono stati, la gran parte nell’arco di soli due anni, prelevati in contanti dai conti stessi con una pluralità di operazioni, alcune anche per importi pari a quasi €. 1.000.000, e reimmessi in circuiti economici perlopiù illegali.
Più nel dettaglio, i carabinieri del Gruppo per la Tutela Ambientale e la Transizione Ecologica di Milano, con il supporto di militari dei Comandi Provinciali Carabinieri competenti per territorio, di personale Europol e della polizia tedesca, nell’ambito di un “Action Day” concordato tramite canali di cooperazione internazionale, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misura cautelare emessa dal Gip di Milano nei confronti di 18 persone (6 ordini di custodia cautelare in carcere, 8 arresti domiciliari e 4 sottoposti all’obbligo di dimora presso il comune di residenza) ritenute responsabili di un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei delitti di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti (rifiuti speciali costituiti da rottami ferrosi ed altri rifiuti speciali anche pericolosi, riciclaggio, dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture false ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.
Il provvedimento scaturisce da una complessa e articolata attività investigativa, convenzionalmente denominata “Black Steel”, condotta dal Nucleo Operativo Ecologico Carabinieri di Milano e coordinata dalla Dda di Milano, supportata da attività tecnica (intercettazioni telefoniche e ambientali), nonché da servizi di osservazione, controllo e pedinamento, che ha consentito di raccogliere gravi indizi relativi all’esistenza di un’associazione per delinquere il cui promotore, un 56enne originario di Locri (RC) titolare di imprese operanti in Italia e all’estero attraverso un’azienda di recupero, trattamento e commercio di metalli ferrosi con sede legale in Milano e sedi operative in Cressa (NO), Paderno Dugnano (MI) e Dairago (MI), ed una società con sede legale a Torino, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, oltre ad acquistare il Novara Calcio, avrebbe ripetutamente approvvigionato ingenti quantitativi di rifiuti ferrosi “in nero”, per un ammontare di 165. 000 mila tonnellate circa, da altre società operanti nel campo del recupero di rottami) o direttamente dal mercato clandestino (da soggetti non autorizzati o di provenienza furtiva), sul territorio nazionale. Al fine di poter reimmettere tali rifiuti sul mercato legale e rivenderli alle acciaierie, avrebbe fatto risultare (falsamente) di averli importati dalla Germania, acquistandoli da una società tedesca sempre a lui riconducibile, ma che in realtà sarebbe stata del tutto inoperativa e appositamente costituita (società cartiera).


















