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Novak è morto come muore una civiltà

Duro intervento del vicepresidente americano J.D. Vance, sulla morte del ragazzo inglese accoltellato da un 23enne sikh a Southampton.

Ho ripreso la notizia dal quotidiano Il Tempo, (Angela Bruni, Nowak, Vance contro Londra: “Morto come muore una civiltà”, 5.6.26, Il Tempo) “Henry Nowak è morto come muore una civiltà: abbandonato, ammanettato da autorità che non si fidavano di lui né si curavano di lui, e accusato di crimini d’odio che non aveva commesso”. Per fare questa dichiarazione anche Vance avrà letto attentamente il saggio scientifico di Samuel Huntington, “Lo scontro delle civiltà”. Vance ha attaccato le autorità britanniche per la morte dello studente di origine polacca. ”Il suo omicidio è tanto tragico quanto sconvolgente”, ha scritto Vance sul social network X, aggiungendo che ”sarebbe ancora vivo oggi, e lo sarebbe se le ultime generazioni di élite europee avrebbero tenuto testa alla politica dell’odio verso se stessi e all’invasione di massa di migranti, molti dei quali disprezzano l’Occidente e le persone che lo amano”.

Vance ha aggiunto che ”Henry non è stato certo il primo a perdere la vita in modo così inutile, e temo che non sarà l’ultimo. Ogni volta che una vita come la sua viene spezzata, la risposta giusta – l’unica risposta – è la giusta indignazione”.

Citando la politica americana come esempio, Vance ha sottolineato che ”una delle cose più importanti che l’amministrazione Trump ha dimostrato al mondo è che fermare il flusso migratorio di massa e difendere la sovranità nazionale è una questione di volontà politica e di leadership. Tutto il resto è una scusa”. Il vicepresidente insiste nella sua riflessione: “È perché amiamo l’Occidente che vogliamo preservarlo”.

“Amiamo la nostra civiltà. Amiamo il nostro Paese. Amiamo i nostri figli. E nessuno, assolutamente nessuno, dovrebbe mai morire nel modo in cui è morto Henry Nowak”.

Queste parole non sono piaciute a Downing Street. L’ufficio del primo ministro britannico Keir Starmer ha condannato le interferenze sulla democrazia inglese. E soprattutto non accettano strumentalizzazioni sul caso Nowak. Aggiungendo che proprio la famiglia di Henry Nowak ha affermato di non volere che il suo omicidio “venga utilizzato per creare ulteriore divisione, odio o tensione”.

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