Milano: 100 mila euro per uccidere Beretta, arrestato “Il Pinna”

Si tratta di Giuseppe Poerio, già in carcere. Il disegno criminoso per uccidere “Berro” oggi diventato collaboratore di giustizia. Il torbido intreccio tra curve e criminalità organizzata

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Milano torna a scoprire il suo lato più cupo, quello che vive nell’ombra degli stadi e dei “giri” che ruotano attorno alle curve. Nelle ultime ore è stata notificata una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Giuseppe Poerio, 32 anni, soprannominato “il Pinna” e già detenuto. 

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Poerio è accusato di aver esploso sei colpi di pistola durante una lite nel luglio 2025. Ma è un altro passaggio dell’ordinanza a pesare come un macigno: nel provvedimento della giudice emergerebbe anche che l’uomo, in passato, “si sarebbe messo a disposizione” per un piano che non si è poi concretizzato: l’omicidio di Andrea Beretta, ex capo della Curva Nord interista e oggi collaboratore di giustizia. Il prezzo indicato sarebbe stato 100mila euro. 

A rafforzare questa ipotesi, sempre stando agli atti citati dal quotidiano, ci sarebbero anche le dichiarazioni di Marco Ferdico, figura già coinvolta nell’inchiesta milanese sulle curve (“Doppia curva”), che avrebbe indicato proprio Poerio come incaricato dell’esecuzione materiale del delitto. 

Nel racconto investigativo si intrecciano vecchie e nuove faide, come in un romanzo criminale che cambia capitoli ma non scenario: il “piano Beretta”, infatti, viene richiamato in un contesto in cui lo stesso Beretta — per timore di essere ucciso — avrebbe poi ucciso nel settembre 2024 Antonio Bellocco, figura legata anche a una famiglia di ’ndrangheta. 

E non è tutto. Il nome di Poerio ricompare anche in episodi precedenti: dagli atti richiamati risulterebbe, ad esempio, un suo coinvolgimento in un agguato del 2018 e in altri fatti di violenza armata. Tasselli che, messi uno accanto all’altro, descrivono un mondo dove le curve non sono solo tifo, ma anche potere, controllo e soldi. 

In attesa degli sviluppi giudiziari, la nuova misura cautelare riaccende i riflettori su una domanda che a Milano ritorna ciclicamente: quanto è profonda la linea di confine tra lo stadio e la criminalità organizzata?

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