Memorie di un bandito: domani Tino Stefanini (e Luis Balocchi) a Vigevano

La sua storia, tra Vallanzasca, carcere e rimpianti, in dialogo con lo scrittore 'biegrassin'

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🗓 Sabato 21 febbraio 2026
⏰ Ore 17:00 – 19:00
📍 Ondedurto.Arte, via Cairoli 1 – Vigevano
🎟 Ingresso libero

“No, non ne valeva la pena.”
Alfredo Santino Stefanini, detto Tino, oggi lo dice senza esitazioni. Tornando indietro, non rifarebbe i cinquant’anni di carcere che gli hanno portato via la giovinezza e gran parte della vita. Una vita che avrebbe potuto essere diversa: accanto ai suoi genitori, viaggiando, costruendo una famiglia.

Oggi, a 74 anni, sceglie invece di raccontarsi.

Stefanini è tra gli ultimi testimoni della banda della Comasina, quella di Renato Vallanzasca: gli anni Settanta delle rapine, delle sparatorie, dei sequestri e delle evasioni finite sulle prime pagine dei giornali.

A Vigevano presenterà il suo libro autobiografico “La Comasina, Vallanzasca e io – Memorie di un bandito” (Milieu), in dialogo con il poeta e scrittore Luigi “Luis” Balocchi.

Un racconto duro, senza sconti, che non cerca giustificazioni:
«Non chiamatemi pentito – chiarisce Stefanini –. Ho però tanti rimpianti. Non rifarei quella vita, per il male che ho fatto e per tutto ciò che ho perso».

Come scrive Balocchi: in un mondo in cui tanti parlano senza avere nulla da dire, Tino Stefanini è uno che una storia ce l’ha davvero. Una storia di sangue e disperazione, pagata con cinquant’anni di carcere. Raccontarla fino in fondo richiede coraggio. E chi sceglie di non guardare quell’inferno, forse, non è fino in fondo onesto.

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