Il celebre giornalista Marco Travaglio si è esibito a Lugano, con il suo spettacolo satirico “I Migliori Danni della nostra Vita”, in un Palacongressi delle grandi occasioni.
Come raccontarlo senza rischiare di spoilerare un monologo consigliatissimo? Quasi tre ore che valgono abbondantemente il prezzo del biglietto, e in cui non ci si annoia mai.
Travaglio si esprime con un ritmo incalzante, serrato, frammentato da battute di spirito esilaranti, nel descrivere la pietosa situazione della politica italiana; confermando una memoria di ferro, nel non perdere un colpo nel mettere a nudo ogni fatto e misfatto
Sembra quasi il grillo parlante quando, facendo finta di niente, china lo sguardo in basso, pensoso, per poi rialzarlo di colpo, per sferrare il nuovo attacco.
Che dire?
Mai pesante, mai davvero aggressivo: semplicemente lucido.
Il suo motto è di raccontare le cose in modo semplice e comprensibile a tutti, e ci riesce benissimo.
La coerenza è l’altro suo cavallo di battaglia implicito: non esiste per lui nessuna giustificazione, agli attacchi dell’Occidente a qualsiasi altro Paese dalle porte dell’Est in avanti, in nessun caso.
Potrebbe essere opinabile anche ai miei occhi, ma poi lui rovescia tutto, svelando intrinseche motivazioni alle quali magari non avevo pensato.
Il pubblico ha riso parecchio, io stessa in modo esplosivo ad immaginare “i cognati d’Italia”… E mi fermo qui: non vi racconterò niente.
L’Italia pare un vascello che immagazzina acqua da ogni parte, al cui timone pare esserci una confraternita di incompetenti da una parte, e dall’altra di ubbidienti servitori di un sistema “a pilota automatico”, che non si può ribaltare…
Pena: la calunnia perenne da parte della stampa italiana. Solo un nome emerge da tutta questa melma: l’unico che riuscii a stringere un patto vantaggioso per l’Italia, in riferimento al debito pubblico; l’unico che sgretolò veramente i privilegi di una classe politica parassitaria, che vara leggi a proprio usofrutto; l’unico che avvantaggiò i più disperati con qualche aiuto.
E gli italiani?
Sempre pronti a rifarsi fregare dalle propagande del giornalismo asservito… Per cui, sappiamo benissimo come poi è andata, in un Paese con un esercito di cittadini che si sono ritrovati “occupabili”.
Montanelliano al 100%, da vero giornalista esprime il suo credo e le proprie convinzioni: piacere a tutti? Non è un suo problema, anche se il suo nome è sempre di grande richiamo.
Mai prevenuto, commenta solo a fatti concreti.
Da sempre sbandieratore degli interessi che l’Italia e l’Europa non coltivano: dovrebbero aprirsi al Mercato cinese; imperativo slegarsi definitivamente dal cordone ombelicale con gli Stati Uniti.
Riarmo si, riarmo no?
Per lui tutta fuffa; che ci porterà solo alla rovina, per ragioni che vi dirà lui stesso se lo starete ad ascoltare.
Incute ancora timore Travaglio: è il più denunciato per il suo dare fastidio con l’esaltazione della verità, ad ogni costo.
In finale, la narrazione di una guerra fatta solo da due lupi: Ucraina – Russia. Un concetto espresso persino da Papa Bergoglio, che aveva tentato concretamente delle mediazioni di pace, inviando delle sue delegazioni.
Non c’è un Cappuccetto Rosso, in una guerra dove tutti hanno torto e tutti hanno perso, ma l’Ucraina “un po’ di più”.
Che dire in conclusione?
Risate tante; ma in realtà una gran mestizia a vedere come stanno le cose…
Monica Mazzei
freelance culturale
TicinoNotizie.it