Magenta: tutto esaurito al Teatro Lirico per la commedia in dialetto a favore di Aicit

I Ragazzi dell'altro ieri hanno presentato un divertentissimo spettacolo sulle famiglie nell'Italia degli anni '60.

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Il Teatro Lirico di Magenta è andato completamente esaurito sabato sera per un evento speciale: la messa in scena di “Quand la porta l’eva sempar verta”, una commedia brillante della compagnia “I ragazzi dell’altro ieri” di Pontenuovo, un gruppo affiatato che porta avanti con passione la tradizione del teatro dialettale milanese. Attrici e attori bravissimi che hanno devoluto interamente l’incasso ad Aicit. Per questo li ringraziamo con tutto il cuore per un gesto di immensa generosità. Il presidente di Aicit Daniele Bolzonella ha fatto il punto sulle attività in corso da parte di Aicit. Presente, per il comune di Magenta, l’assessore Giampiero Chiodini.

Hanno presentato una storia divertente in due atti ambientata nell’Italia del 1961. Quando l’Italia, nel dopoguerra, aveva tanta voglia di rinascere. La trama ruota attorno all’incontro tra due realtà geografiche e culturali diverse del Bel Paese, esplorate attraverso la lente della comicità. Roberto, che interpreta il padre della sposa, la definisce una “rappresentazione brillante” capace di far rivivere l’atmosfera di quegli anni. L’incontro della figlia con il fidanzato di origini meridionali in casa non è dei migliori. Del resto si era in un’epoca in cui l’arrivo delle famiglie dal sud Italia generava qualche malumore. Tutto è divertente, nulla è esasperato. Alla fine le risate l’han fatta sempre da padrone.

E’ emersa anche una riflessione profonda sul futuro del teatro dialettale in Lombardia. Gli attori hanno sottolineato come l’uso del dialetto stia scomparendo tra le nuove generazioni, a differenza di quanto accade in altre regioni, soprattutto nel meridione d’Italia dove il dialetto ha ancora un ruolo importante. “Venite a vedere questi spettacoli finché ci siamo” è stato l’appello lanciato dal cast, con l’augurio che la tradizione possa in qualche modo sopravvivere nonostante i cambiamenti linguistici moderni. (Foto Marcello Stoppa Corona)

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