MAGENTA Abbiamo una sincera stima per il Simone Gelli che riceve decine, centinaia di contumelie social il giorno del suo ritorno in giunta e rimane silente, anzi replica dicendo grazie ai suoi (a tanti tranne che a uno, leggete il suo post: https://www.facebook.com/simone.gelli.16).
‘Ancora Gelli, ecco Gelli, ma perchè Gelli, ma insomma Gelli, riecco Gelli, ma che cazzo, amu al Gelli!’: ieri il buon Simone era trend topic a Magenta.
Ma voi che lo attaccate dimenticate che Gelli è uno e bino, o bifronte: c’ è quello che a 25 anni era in giunta con Del Gobbo e Tino Viglio (solo il sindaco uscente forse non coglierebbe cosa significa, l’esperienza in politica), che nel 2009 era consigliere provinciale, che sfiora l’elezione in Regione (ma non ci arriverà, e in politica o vinci o amen, chi vince festeggia chi perde la spiega), quello che nella Lega dell’est Ticino ha più esperienza di tutti, però davanti si trova Massimo Garavaglia, Fabrizio Cecchetti, Curzio Trezzani, Silvia Scurari e il rampante segretario del Ticino Alessio Zanzottera).

Un valido amministratore, uno che conosce i gangli del Comune a menadito. Poi però arriva il 2017, lui avrebbe potuto essere nel novero dei candidati a sindaco, si defila (coraggio e lucidità) arriva Chiara Calati e lui col suo partito arriva ad avere tre assessori, la maggioranza azionaria di una bad company (la giunta Calati) che Del Gobbo cancella tranne lui. Un po’ come stare sul Titanic, ossia aspettando solo l’attimo in cui il mare gelido ti avrebbe inghiottito. E’ in questi anni, scrivendo troppo e smodatamente sui social, utilizzando modi e temi e forme e tempi alquanto discutibili, che Simone (uno corretto, uno che ha sempre regolati i conti delle campagne elettorali al centeesimo di euro; altri invece devono ancora pagare i residui di campagne del 2012) perde oltre la metà del suo consenso personale. E circa il 40% di quello del partito dov’è nato e cresciuto, che come sempre accade vede l’epifenomeno della crescita di un ragazzo di cantera, Luca Aloi, che oggi tutti o quasi avrebbero voluto al suo posto ma che siederà invece sullo scranno di presidente del Cc.
E’ la politica, Bellezze , e Luca Del Gobbo ieri questo concetto lo ha distillato benissimo durante la conferenza stampa, e non se n’è accorto nessuno , specie gli strilloni social. Quindi se Gelli sarà quello ante 2017 sarà non utile, ma utilissimo. Se sarà quello del 2017 e post.. ci sarà il redde rationem. Ma la notizia di una rivincita della politica dei partiti è sempre una buona notizia. Adesso sta a lui: to live or to die. Vivere o morire (politicamente, s’intende). E’ tutto qui, ragazzi. E’ il football, e la vita, come disse Tony D’Amato..
F.P.
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