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Magenta, nella curta di Stalash del 1833 la bellissima Nostra Signora di la Salette

Una corte in centro di Magenta. Si vede la basilica di San Martino ed è una delle corti più antiche. Partiamo dalla casa di Antonietta perché il marito le raccontava di avere sentito di quello che accadeva in quella corte ai tempi della Battaglia. Lo raccontavano gli anziani. Con Antonietta ricordiamo la signora Teresa Ranzini che nel giorno della Battaglia di Magenta riuscì a soccorrere parecchi feriti. Perché quella corte della curta di Stalash del 1833 venne trasformata in ospedale da campo. E uscendo ci troviamo di fronte ad un affresco, è quello della Nostra Signora di La Salette dipinto da un soldato francese, devoto della Madonna, che per ringraziare di avere avuto in salvo la vita, dipinse quella bellissima opera.

“La prima apparizione della Madonna de la Salette, località a circa 30 chilometri da Grenoble, fu il 19 settembre del 1846. – commenta Francesco Bigogno che sta censendo tutte le santelle e gli affreschi che hanno una rievocazione religiosa ancora presenti a Magenta – Quel giorno la Madonna apparve a due pastorelli di 15 e 11 anni che si trovavano sulle montagne a pascolare il bestiame. Quando videro un lampo di luce con questa bellissima Signora seduta sulla roccia. Ci fu un processo per verificare che questi bambini dicessero la verità. Intervenne il parroco, il sindaco, il Vescovo. Sta di fatto che due mesi dopo il padre di un pastorello che era non credente si convertì al Cristianesimo. Nell’aprile 1947 ci fu un pellegrinaggio di cinquemila persone. Nel primo anniversario arrivarono addirittura 50mila fedeli”. Questa bellissima santella parla della nostra Magenta. E’ un autentico capolavoro da custodire gelosamente. Sarà oggetto di restauro che comincerà a breve. Di questo ne parleremo in seguito.

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