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Magenta & movida, i gestori dello Zero7 alzano la voce: ‘Nostra presenza un bene, lavoriamo seriamente’

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MAGENTA “Noi in piazza Liberazione a Magenta non solo ci lavoriamo, peraltro moltissime ore al giorno e fino a notte fonda, ma ci viviamo pure. E dopo due anni di esperienza possiamo dire poche cose, però provate sulla nostra pelle: meglio una città con locali aperti che locali chiusi, inoltre noi lavoriamo seriamente e siamo convinti che la nostra presenza sia un bene”.

I nostri due articoli sulla movida e le proteste seguite e innescate da alcuni residenti nel centro di Magenta (piazza Liberazione e ovviamente non solo) hanno fatto rumore. Tanto che dai giovani gestori dello Zero7, uno dei locali di maggiore successo nel Magentino, attivo da ormai due anni, è arrivata una richiesta di dialogo che ovviamente abbiamo raccolto. Parliamo di un locale curato (di banconi e di bar chi scrive s’intende, foss’anche solo per averne frequentati e studiati a migliaia), che ha alzato l’asticella del prodotto, della qualità, della ricerca. Come deve fare OGNI locale aperto al pubblico che miri a ottenere risultati importanti.
Lo Zero7 è diventato un locale di successo grazie al grande lavoro di Gabriele Re e Marco Milan. Aprono tutti i giorni eccetto martedì, fino all’una di notte e alle due il venerdì e il sabato, “e ci teniamo a ricordare poche e semplici cose. Noi NON diffondiamo musica all’esterno, quindi non disturbiamo chi abita da queste parti fino a tarda notte. Inoltre abbiamo una persona che si occupa di sicurezza per vigilare sulla nostra clientela, fatta di ragazze e ragazzi che sono il nostro capitale più importante. Da noi risse NON ne succedono: quando chiudiamo non diamo più da bere, laviamo per terra e quindi non lasciamo le persone a bivaccare fino alle 4 o alle 5 del mattino”.

Un locale, insomma, che lavora e tanto (basta recarsi in piazza Liberazione una qualsiasi sera d’estate) e che ci aiuta a riflettere su cosa significa (lo abbiamo scritto anche noi) avere dei locali che funzionano e generano sviluppo e posti di lavoro.

Una città spenta, senza luci e senza locali, rimane in balìa di chi si aggira nelle ore notturne senza una meta. Invece un locale che presidia una piazza o una via, tanto più dotandosi di personale addetto alla sicurezza, è molto meglio del vuoto. 

Certo, dopo i due ultimi maledetti anni di pandemia una parte di adolescenza e gioventù ha reagito smodatamente, ma è naturale che di questa reazione non siano colpevoli i gestori dei locali.

 

Ci vuole sicuramente un modo di mettere insieme il diritto al riposo di chi vive nel centro e l’esigenza altrettanto importante di porre le condizioni per una città viva, dinamica e puntata allo sviluppo.

Nel momento in cui si è appena insediata la nuova giunta di Luca Del Gobbo, che ha parlato molto chiaramente di rilancio complessivo della città (quindi ANCHE del suo reticolo commerciale), questi aspetti vanno contemperati.

E come ci ricordano i gestori dello Zero7, “locali come i nostri sono anche dei presidi. Prevengono cioè eventi spiacevoli come risse o altro, che in questi due anni qui non si sono MAI verificati. Dopodiché noi siamo per definizione disponibili all’ascolto e al confronto, infatti ci siamo già attivati per avviare un canale di dialogo col nuovo assessore al Commercio Stefania Bonfiglio. Noi siamo qui, chiunque può venire a trovarci e parlarci”.

Indubbiamente questi ragazzi sono seri e bravi. Indubbiamente MEGLIO una città con saracinesche sollevate. Indubbiamente MEGLIO una Magenta viva che una città morta. Altrettanto indubbiamente, tuttavia, una volta che i locali chiudono all’1 o alle 2, meglio andare in camporella a fare l’amore che stare in piazza ad urlare al cielo. 

Così saremo contenti tutti. E speriamo lo sarete anche voi..

F.P.

 

Questo articolo fa parte dell'archivio di Ticino Notizie e potrebbe risultare obsoleto.

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