Questa mattina, al cimitero di Magenta si sono ritrovati i volontari di Aicit per i 45 anni dalla scomparsa di Roberto Corneo. Era nel fiore degli anni quando la battaglia di Roberto contro la malattia si interruppe, ma è proprio in quel momento che i suoi amici decisero che il suo coraggio non sarebbe andato perduto. Da quel dolore nacque AICIT, un’associazione nata dalla volontà di fare “qualcosa di concreto” per la comunità di Magenta e del territorio. La cerimonia ha visto la partecipazione di Don Stefano, che ha guidato i presenti in un momento di raccoglimento e preghiera, sottolineando il valore della vita e del servizio al prossimo. Il presidente di AICIT, Daniele Bolzonella, ha ricordato con emozione le origini dell’associazione: “È nata dalla voglia di Roberto di combattere e dalla precarietà dei mezzi di quegli anni. Lavorare insieme dà risultati fantastici”. Bolzonella ha ripercorso la crescita dell’associazione, partita con una vecchia auto regalata e oggi dotata di quattro mezzi moderni per il trasporto dei pazienti.
Durante il suo intervento, il presidente ha elencato le attività recenti e gli obiettivi futuri: Lo scorso 10 gennaio è stato donato un nuovo ecografo al reparto di oncologia. Prosegue, inoltre, la collaborazione con Salute Donna e Salute Uomo e le attività di benessere per i pazienti in ospedale. “Il paziente non va messo al centro o di fianco, va ascoltato e aiutato”, ha dichiarato Bolzonella, ringraziando i soci che donano tempo e fatica. E poi c’è anche lo stage rivolto agli studenti delle scuole superiori giunto al quarto anno. Un modo per avvicinare i ragazzi al mondo del volontariato sociale.
Presente alla commemorazione anche l’On. Umberto Maerna, che ha voluto sottolineare come l’esempio di Roberto sia stato “fecondo” per il territorio. Maerna ha ricordato i passi avanti fatti a livello legislativo, come la legge sull’oblio oncologico, e ha ribadito l’impegno per portare la radioterapia a Legnano, una battaglia burocratica che AICIT e le istituzioni stanno portando avanti insieme: “Se si vuole, le cose si ottengono. Basta non mollare mai”.
La mattinata si è conclusa con un saluto collettivo sulla tomba di Roberto, confermando che AICIT non è solo un’associazione di assistenza, ma una vera famiglia nata nel nome di un amico e cresciuta per il bene di tutti.
















