MAGENTA Chiude anche cascina Calderara a Magenta. Quella che, dal mese di settembre del 2016, ha ospitato ragazze madri con i loro bambini che, da oggi, verranno ricollocate in altre strutture. Una decisione presa dalla Prefettura che, in linea con quella riguardante la Vincenziana di via Casati, fa leva sulla notevole diminuzione degli immigrati e sulla fine della fase di emergenza. E così la Prefettura ha ritenuto corretto spostare i richiedenti asilo in altre strutture ancora attive. “Nessuno verrà abbandonato in strada – precisa l’assessore alla Sicurezza Simone Gelli – chi gode di un programma di protezione continuerà ad essere seguito da tale programma. Con l’unica differenza che si troverà in altro luogo. Si tratta di decisioni che non vengono certo prese dall’amministrazione comunale, bensì dalla Prefettura di concerto con il Ministero degli Interni”.
Le presenze alla Calderara sono state sempre esigue e, ad oggi, sono una decina. La struttura è situata a nord di Magenta, al confine con Marcallo con Casone sulla strada per Ossona, e non ha mai dato particolari problemi. Diverso il discorso per la Vincenziana che, ad oggi, conta 90 ospiti. “Lasceranno la struttura, ma in maniera scaglionata – continua Gelli –quindi ci vorrà del tempo per completare l’operazione”. Sulla Calderara l’ex assessore della passata amministrazione, Enzo Salvaggio, ha sollevato delle polemiche in merito alla decisione presa dalla Prefettura. Sulle colonne di Facebook ha scritto: “L’Amministrazione comunale e la sindaca Chiara Calati, come già avvenuto per la chiusura della Vincenziana, sprofondano nel silenzio: nulla sanno e nulla sembrano sapere. Dispiace che questo centro, che è stato aperto dalla Prefettura a Magenta durante l’Amministrazione Invernizzi ed è stato dedicato all’accoglienza di giovani ragazze madri ed ai loro figli, venga chiuso in giorni in cui neve e freddo mettono a rischio la sicurezza e la salute degli ospiti”. “Ripeto che nessuno verrà lasciato sulla strada – conclude l’assessore – se poi vogliamo spostare la questione del punto di vista politico i numeri parlano chiaro. Con il Ministro Minniti il mese di gennaio dello scorso anno ha registrato 3.170 arrivi, con Salvini si sono ridotti a 155. La chiusura di molte strutture, non solo a Magenta, garantirà un notevole risparmio. Magenta è passata da due centri di prima accoglienza a zero. Mi pare proprio che la strada presa sia quella giusta”.