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Magenta, emergenza freddo al liceo Quasimodo: l’assessore Chiodini fa il punto tra soluzioni immediate e nodi istituzionali

Un nuovo plesso sembra la soluzione non più rinviabile.

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Dopo le recenti proteste e lo sciopero degli studenti del Liceo Quasimodo, causati da temperature interne scese fino a 15°C, la situazione del riscaldamento sembra essere tornata a una temporanea normalità. Tuttavia, il dibattito tra il Comune di Magenta e la Città Metropolitana di Milano resta acceso. L’Assessore Giampiero Chiodini è intervenuto per precisare alcuni aspetti cruciali che vanno oltre il semplice ripristino del benessere termico. Contrariamente a quanto inizialmente riportato, il problema principale non risiederebbe in una centrale termica sottodimensionata. L’Assessore ha spiegato che la caldaia attuale è la stessa che per anni ha servito contemporaneamente il Liceo, il Palazzo Comunale e il Teatro Lirico (quest’ultimo ora indipendente).

Il vero ostacolo è la vetustà dell’impianto del Quasimodo. Questo a causa di diverse problematiche. Tubature vecchie: Accumuli di calcare e sedimenti rallentano il passaggio dell’acqua. Classi terminali: Il calore arriva solo “tiepido” nelle aule più lontane dalla centrale. Dispersione: Gli infissi datati non permettono di trattenere il calore, un intervento che spetterebbe alla Città Metropolitana. Per far fronte all’emergenza, il Comune di Magenta ha ottenuto dal Ministero la possibilità di trattenere e gestire direttamente 400.000 euro di fondi statali ottenuti grazie all’emendamento del senatore Massimo Garavaglia (originariamente destinati alla progettazione di una nuova sede). Questi fondi saranno utilizzati per sdoppiare l’impianto e installare due caldaie distinte, una per il Comune e una specifica per il Liceo. Oltre ad aumentare le ore di accensione: L’amministrazione ha già autorizzato il prolungamento dell’orario di riscaldamento per mitigare il freddo nelle aule. Nonostante Città Metropolitana abbia dichiarato che “la collaborazione prevale sulle polemiche”, Chiodini lamenta una mancanza di confronto diretto.

L’Assessore sottolinea che le comunicazioni avvengono quasi esclusivamente via email e che le richieste di incontri “faccia a faccia” con i tecnici e i responsabili politici milanesi sono rimaste spesso senza risposta. Il tema del riscaldamento ha riaperto la ferita sulla necessità di una sede unica per il liceo. Nonostante il Quasimodo sia considerato un’eccellenza e il Comune stia cercando di supportarlo (ad esempio mettendo a disposizione il nuovo Palamagenta per le ore di educazione fisica), la Città Metropolitana non sembrerebbe considerare la nuova sede una priorità. Quindi, sebbene la nuova caldaia rappresenti un passo avanti, l’Assessore e il Sindaco Luca Del Gobo avvertono: senza un intervento strutturale sugli impianti e sugli infissi, e senza una visione lungimirante per una sede definitiva, il problema del Liceo Quasimodo resterà solo parzialmente risolto.

Per quanto riguarda la convenzione con Città Metropolitana per l’uso del plesso di via Colombo non si chiederà l’affitto a Città Metropolitana in cambio di manutenzioni, in particolare l’intervento sul tetto che richiede un rifacimento per la presenza di amianto non volatile che non causa una immediata situazione di pericolo. (Non abbiamo notizia se interverranno e se esiste tale intervento nel piano delle opere”, conclude Chiodini.

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