L’Associazione Cuori Grandi ETS, con il patrocinio della Città di Magenta, promuove un importante appuntamento culturale in programma venerdì 17 aprile 2026 alle ore 18.00 in Casa Giacobbe (via IV Giugno 80, Magenta).
Protagonista dell’incontro sarà lo scrittore Emanuele Torreggiani, che presenterà il suo ultimo lavoro, “La veglia del sangue. Annotazioni di vite scritte sull’acqua”, un’opera intensa e profondamente riflessiva che si inserisce nel solco di una produzione letteraria ormai ampia, articolata e riconoscibile per stile e profondità tematica.
Emanuele Torreggiani, autore sempre più apprezzato nel panorama contemporaneo, ha costruito nel tempo un percorso narrativo capace di intrecciare memoria, identità e riflessione esistenziale, dando voce a storie che interrogano il lettore e lo accompagnano in una dimensione sospesa tra realtà e introspezione.
L’evento si aprirà con i saluti istituzionali di Luca Del Gobbo e Francesco Bigogno, per poi entrare nel vivo con gli interventi dello stesso autore e dell’editore Maurizio Murelli, figura di riferimento nel mondo editoriale indipendente.
A moderare l’incontro sarà il nostro Condirettore editoriale Fabrizio Provera, che guiderà il dialogo tra gli ospiti, offrendo al pubblico spunti di approfondimento su contenuti, genesi e significato dell’opera.
Estratto dall’introduzione dell’editore Maurizio Murelli:
“Si pensa alla morte come silenzio. Ma la verità è che essa è il rumore più forte che esista: il frastuono di una storia interrotta, l’eco delle menzogne messe a nudo, l’enfatizzazione delle virtù e delle miserie di una vita che si è spenta. Non c’è silenzio in un corpo che svanisce nel nulla – solo una domanda senza corpo che divora ogni certezza. E non c’è quiete quando un altro corpo, quello di un dimenticato, viene ridotto a un errore, a un atto di violenza giustificata. La veglia del sangue di Emanuele Torreggiani non è il racconto di due lutti che fungono da cardine attorno ai quali far funzionare una narrazione fine a sé stessa, ma la cronaca dei dialoghi che questi lutti hanno imposto: le conversazioni brutali, intime e impossibili che solo l’ombra della fine può orchestrare tra chi resta e chi è costretto a ricordare.”


















