La bottega sotto casa come presidio sociale, prima ancora che economico. È questo il cuore della misura approvata da Regione Lombardia, che trasforma in strutturale il bando per il sostegno alle micro-imprese alimentari nei territori più fragili. Con una dotazione di 2,9 milioni di euro, l’iniziativa punta a contrastare l’abbandono dei piccoli centri e delle zone montane.
Un aiuto concreto contro la desertificazione commerciale
Il progetto, promosso dagli assessori Guido Guidesi (Sviluppo Economico) e Massimo Sertori (Enti locali e Montagna), mira a finanziare l’apertura di attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità.
“Diamo un aiuto concreto a chi vuole fare impresa nei piccoli paesi” – spiega Guidesi – “queste attività rappresentano un presidio fondamentale per le comunità”. Un concetto ribadito da Sertori, che sottolinea come la presenza di negozi sia la condizione necessaria per “invertire la rotta rispetto ai fenomeni di abbandono e incrementare l’attrattività dei nostri borghi”.
I dettagli del bando: chi può partecipare
La misura si rivolge alle nuove imprese che intendono operare in:
Comuni con popolazione pari o inferiore a 3.000 abitanti.
Frazioni di qualsiasi Comune lombardo (anche i più grandi), purché sprovviste del servizio.
L’entità del contributo
L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto fino all’80% delle spese ammissibili. L’importo varia a seconda del contesto:
Fino a 40.000 €: Se il Comune o la frazione è totalmente privo di negozi di alimentari.
Fino a 20.000 €: Se sono già presenti altre attività alimentari, ma con una specializzazione (Codice Ateco) diversa da quella proposta.
L’investimento minimo richiesto è fissato a 3.000 euro.
Spese ammesse: non solo scaffali e frigoriferi
Il bando copre un ampio spettro di costi, permettendo all’imprenditore di abbattere non solo i costi di allestimento, ma anche quelli di gestione iniziale:
Investimenti fissi: Macchinari, attrezzature, arredi nuovi, hardware e software gestionali.
Spese di avvio: Spese notarili, costi di costituzione, consulenze e piani di comunicazione.
Costi correnti: È possibile includere anche i canoni di locazione (affitto), a patto che non superino il 20% del budget totale.
Come presentare domanda
Il requisito cardine è la certificazione del Comune: l’amministrazione locale deve attestare l’assenza del servizio e confermare che la nuova apertura risponda ai bisogni dei residenti.
Le domande possono essere presentate a partire da oggi e restano aperte per un lungo periodo, fino al 12 novembre 2026, salvo esaurimento anticipato dei fondi.
I COMMENTI
ASSESSORE GUIDESI – “Come Regione – evidenzia l’assessore Guidesi – diamo un aiuto concreto a chi vuole fare impresa nei piccoli paesi e nelle frazioni, mettendo a disposizione contributi per agevolare l’apertura di attività di servizio essenziale che hanno una valenza non solo economica ma anche sociale, rappresentando un presidio importante per le comunità rispetto alla necessità di arginare lo spopolamento”.
ASSESSORE SERTORI – “I negozi di alimentari – sottolinea l’assessore Sertori – sono essenziali nelle piccole realtà e in particolare nelle zone di montagna, dove è maggiore la necessità di assicurare servizi per residenti e turisti, ponendo dunque le promesse per invertire la rotta rispetto ai fenomeni di abbandono, favorendo il ripopolamento e incrementando l’attrattività di luoghi meravigliosi, che intendiamo valorizzare”.


















