L’esperienza in Togo di Maria Rosa Galli Morani

“Il fatto più evidente è che Maristella, là, sta costruendo il Regno di Dio; sta proponendo Gesù ai poveri perché è questo di cui essenzialmente hanno bisogno e noi, che lo abbiamo incontrato, possiamo proporglielo attraverso aiuti concreti".

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Quando, nel corso di incontri pubblici, Maristella Bigogno dà conto della missione di Amakpapè – dove, dal 2012, con suor Patrizia Livraga ha creato una straordinaria realtà di cura, istruzione e accoglienza –, sorprendono le immagini che propone, i fatti che narra, i numeri che snocciola. Se poi capita di toccare con mano, di vedere con i propri occhi, quanto realizzato laggiù, “l’impatto emotivo è grande”. A garantirlo è Maria Rosa Galli Morani che, insieme alla figlia Laura, ha trascorso in Togo circa due settimane, tra lo scorso dicembre e gennaio, tornando con tanto da dire, da testimoniare, “perché è straordinario quello che abbiamo incontrato e vissuto”.

Maria Rosa e Maristella si conoscevano da tempo, poiché avevano insegnato nella stessa Scuola. Poi, come spesso capita, si erano perse di vista. A farle incontrare di nuovo è stata la scelta di viaggio diverso dal solito, non il classico giro turistico, ma una meta che portasse a conoscere una realtà particolare e a vivere un’esperienza importate e formativa in una missione, dove poter dare una mano concreta.

Allora, perché non chiedere a Maristella? Maria Rosa e Laura si sono rivolte dapprima a Francesco Bigogno, fratello della missionaria e presidente di Cuori Grandi Onlus, e quando Maristella è tornata a Magenta, in autunno, si è programmato il soggiorno togolese che ha visto Laura impegnata a tener compagnia e insegnare ai bambini la lingua Inglese e Maria Rosa svolgere ogni genere di mansione domestica, oltre a seguire ‘la Mari’ nelle sue interminabili e incredibili giornate. Visite ai poveri, agli ammalati, ai bisognosi, a mamme sole con più bambini cui accudire che vivono nei villaggi nei pressi della missione. Corse in ospedale per accompagnare chi deve sottoporsi a un esame o necessita un ricovero urgente, ma anche code in banca o in uffici amministrativi, spesa ai mercati.

“Perché lei non dice ‘no’ a nessuno, è instancabile. E salda, saldissima, è la sua fede nella Provvidenza da cui assicura di non essere mai stata abbandonata, né si può dire che non sia così, considerando i risultati del suo lungo operare in Togo”.

Negli anni le missionarie hanno costruito pozzi per l’acqua, due chiese, una canonica, un ambulatorio medico, un ospedale e un altro sarà presto ultimato, edifici che ospitano la Missione, un complesso scolastico che accoglie 700 alunni. Vi sono inoltre 30 ragazzi ospiti della Missione all’interno della quale vive anche una decina di donne sole con i loro figli e 10 studenti da quest’anno frequentano l’università interamente sostenuti dalle missionarie.

Alla domanda: “Tu cosa ti sei portata a casa?”, Maria Rosa risponde: “Il fatto più evidente è che Maristella, là, sta costruendo il Regno di Dio; sta proponendo Gesù ai poveri perché è questo di cui essenzialmente hanno bisogno e noi, che lo abbiamo incontrato, possiamo proporglielo attraverso aiuti concreti. Ad Amakpapè ho visto persone che vivono in abitazioni senz’acqua, fognatura ed energia elettrica, ma hanno due cose molto importanti: la fede e la solidarietà. Là ho incontrato una Chiesa viva, giovane e contenta, che è un monito al nostro modo di vivere. Là ho visto che la fede cristiana cambia la mentalità degli uomini, ricostruisce rapporti, famiglie, modo di vedere. E’ un modello per tutti. Maristella e suor Patrizia hanno bisogno del nostro sostegno non solo economico, hanno bisogno di sentirsi parte di una comunità viva”.

Il paradosso è che la missionaria magentina è spesso più nota in Togo che nella città natale. D’altra parte, sono quasi trent’anni che vive in Africa, potrebbe osservare qualcuno. Ed è proprio per questo che diventa fondamentale diffonderne la conoscenza, supportala, sostenerla, ciascuno come crede e può, e incontrarla quando, ormai una volta l’anno, torna a Magenta, facendole sentire la vicinanza concreta di tutta la comunità. “I giovani dovrebbero conoscerla: è un esempio straordinario da seguire”, sottolinea Maria Rosa. Un esempio capace di scuotere le coscienze e indurre una riflessione profonda su come si possano tradurre in gesti, in azioni concrete, valori cristiani che sono anche e soprattutto valori universali.

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