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Legge di bilancio 2019, i sindacati: “Sì al lavoro di cittadinanza, il reddito….”

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MAGENTA –  Il lavoro come “il grande assente” della manovra varata dal governo giallo verde. E’ stato questo il ‘leit motiv’ della mattinata organizzata da Cgil, Cisl e Uil del territorio, presso la Sala Consiliare di Magenta, dove è andato in scena l’attivo unitario alla presenza di delegati ed esponenti della categoria pensionati. “L’utilizzo degli oltre 22 miliardi di euro di spesa previsti in deficit dalla manovra dovrebbe essere finalizzato a nuove politiche che mettano al centro il lavoro e la sua qualità, in particolare per i giovani e le donne. La manovra traccia, invece, un percorso diverso: mancano le risorse per gli investimenti, poiché si privilegia la spesa corrente, si introducono misure che non determinano creazione di posti di lavoro, ma rischiano di rappresentare mere politiche di assistenza”. Jorge Torre, segretario generale della CGIL Ticino Olona, ha posto l’accento sull’importanza di aver varato una piattaforma unitaria. “E’ un segno di coesione rilevante, non scontato. Da qui l’organizzazione di queste assemblee sul territorio rispetto alla legge di bilancio 2019”.

 

 

Quindi, la relazione introduttiva di Carlo Gerla, Segretario generale della CISL Milano Metropoli: “La manovra di questo governo è all’insegna della confusione e dell’improvvisazione, soprattutto sul tema cardine del lavoro. La nostra è una risposta concreta e unitaria che parte da valori comuni solidaristici, ben lontani dal populismo e dal sovranismo, che da un po’ di tempo hanno preso piede nel nostro Paese”. Il problema della scarsa crescita con un drastico calo degli investimenti è stato tra gli aspetti centrali della relazione di Gerla che rispetto ai lacci imposti in sede comunitaria ha così detto: “Certamente non è possibile accettare una politica dell’UE basata su una visione solo quantitativa, è altrettanto sciocco però muoversi a colpi di slogan, secondo una politica muscolare che finora ha avuto come unico risultato quello di isolare l’Italia in sede comunitaria”. Quanto alle politiche economiche, le parti sociali sono molto preoccupate “per dei provvedimenti che rischiano di far pagare ai cittadini l’aumento dei tassi d’interesse”.  Quanto alla “pace fiscale” ancora Gerla ha dichiarato: “Si sta delineando l’ennesimo condono fiscale. Inoltre, le poche risorse destinate su questo capitolo sono anche mal allocate”. Ma la “pietra dello scandalo” per le Organizzazioni Sindacali rimane il lavoro. “Qui c’è poco o nulla, come sulla riduzione del costo del lavoro a tempo indeterminato. Pericolosa poi la questione della cosiddetta formazione 4.0 che rischia portare ad ulteriori tagli. Quanto al reddito di cittadinanza – ha sottolineato il segretario della Cisl – si tratta di un mero trasferimento monetario ai cittadini. Non ravvediamo politiche attive.  E’ per questo che ribadiamo con forza che come sindacati noi siamo per il lavoro di cittadinanza…”.

 

Quanto alla previdenza, Gerla pur ammettendo una certa apertura del governo ha commentato: “Non si possono fare proposte uguali rispetto a situazioni di lavoro differenti”.  Timori sono stati poi espressi rispetto al depotenziamento  cui è sottoposto il mondo della scuola con il rischio della cancellazione dell’alternanza scuola lavoro. Viceversa, andrebbero valorizzate e divulgate le buone prassi. Da ultimo, il tema pensionistico. “Per il 2019 chiediamo una piena rivalutazione del loro potere d’acquisto, a questo proposito, serve un nuovo paniere di riferimento. Contestualmente, chiediamo che nel corso dell’anno venturo si proceda finalmente all’approvazione della Legge Quadro in materia di non autosufficienza”. 

Nella piattaforma unitaria, infine, c’è un chiaro riferimento alla Pubblica Amministrazione. “La manovra – rivendicano i sindacati – non prevede risorse per garantire il rinnovo dei contratti pubblici e sempre sparito o comunque molto ridotto il piano assunzioni. Deve essere riaffermato il valore della Pubblica Amministrazione come cerniere tra i cittadini, imprese e servizi e come fondamentale strumento per la crescita e lo sviluppo del Paese. Non è possibile garantire servizi pubblici che rispondono in modo efficiente ai bisogni dei cittadini senza valorizzare il lavoro e coprire le necessità di personale”.

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