Lavori alla Riserva Fagiana di Pontevecchio

Parco al lavoro dopo i danni degli scorsi anni

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A partire dalle prossime settimane inizieranno diversi lavori di sgombero degli alberi caduti in seguito all’uragano “Poppea”, un medicane che ha colpito il Parco Lombardo della Valle del Ticino nell’agosto 2023, causando danni a circa 1.400 ettari di bosco. I lavori comporteranno la rimozione degli alberi abbattuti, attraverso la depezzatura, l’estrazione e l’accatastamento della legna.

SCOPO DEGLI INTERVENTI

– Favorire la ricrescita del bosco, anche se sarà necessario molto tempo per tornare alla situazione pre-storm.

-Lavorare durante l’inverno per ridurre l’impatto sulla fauna selvatica.

– L’uso di escavatori per garantire la sicurezza degli operatori, dato l’alto rischio dovuto alla natura dei legni abbattuti.

GLI SGOMBERI

Nel linguaggio comune si intende per “sgombero” la rimozione dei fusti atterrati o spezzati: più correttamente si dovrebbe parlare di taglio ed esbosco.

Riguardo ai lavori di sgombero, questi prevedono la depezzatura della legna a terra, la successiva estrazione dal bosco e l’accatastamento della stessa in punti chiamati “imposto” da dove verrà poi trasportata verso i punti di conferimento finale. Vista la grande dimensione delle piante e per garantire la sicurezza degli operatori potrà rendersi necessario utilizzare escavatori: lavorare con “legname da tempesta” comporta maggiori rischi.

Tutte le aree interessate, così come le piste di accesso resteranno ovviamente bosco e una volta terminati i lavori, saranno oggetto di ripristino, come da r.r. 5/2007.

Scopo degli sgomberi è favorire la ricrescita del bosco, anche se ci vorranno molti anni per tornare alla situazione ante tempesta. Si lavorerà nei mesi invernali per arrecare minore disturbo alla fauna selvatica, anche se non si potrà annullare del tutto l’impatto del cantiere.

LAVORI DI RICOSTITUZIONE

Il Parco ha definito delle linee guida per ripristinare le foreste danneggiate, con interventi mirati per aiutare la rinnovazione naturale, specialmente nelle aree colpite da abbattimenti di grandi dimensioni. In alcune zone, non sarà necessario intervenire, lasciando la legna morta a beneficio di animali che la utilizzano per nutrirsi o come rifugio.

Nell’area della Fagiana si procederà agli sgomberi delle piante abbattute dove siano state interessate superfici di grandi dimensioni, che probabilmente avranno anche bisogno di un aiuto alla rinnovazione naturale. Viceversa, nelle aree dove sono stati abbattuti piccoli gruppi di piante (3, 4 o meno) non si interverrà; i cantieri, infatti, causerebbero maggiori danni rispetto alle utilità e la legna morta sarà lasciata a disposizione delle specie che la utilizzano come alimento o rifugio,

Successivamente si procederà a controllare la rinnovazione con interventi di contenimento delle specie invasive o, eventualmente, intervenendo con la rinnovazione artificiale.

ALTRI INTERVENTI

Si procederà, inoltre, ad un controllo delle piante rimaste a fianco delle strade principali e degli edifici, intervenendo, per motivi di sicurezza, con eventuali tagli di piante ammalorate o rese instabili. Per le piante di maggior valore ambientale (querce o specie autoctone) si potrebbero effettuare interventi di potatura.

Per info 0297210226 o [email protected]

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