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Dall'archivio:

La tragedia della piccola Diana Pifferi: il capo della Mobile “bugie in chat, alla madre scriveva ‘Diana è con me'”

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“A tutti coloro con cui” Alessia Pifferi “si interfacciava” venivano date “notizie non veritiere sulla bambina, sul fatto che fosse con lei. Nelle chat con la madre dal 14 al 20 luglio faceva riferimento al fatto di essere con Diana e che stavano andando a trovare una persona che non stava bene”.

MILANO – Lo ha testimoniato il Comandante della Squadra mobile di Milano, Marco Calì, nel processo a carico della donna accusata di omicidio volontario pluriaggravato nei confronti della figlia Diana morta di stenti a 18 mesi di età il 20 luglio 2022 dopo essere stata abbandonata dal 14 luglio per una settimana nella casa di via Carlo Parea a Milano. Nell’udienza in corso davanti ai giudici della Corte d’Assise che riprendere alle 14.30 – è stato sentito il dirigente della Questura per ricostruire le fasi di indagine e lo “stile di vita” di Pifferi dal quale è emersa una “gestione superficiale della bambina” fatta di relazioni, secondo l’accusa anche a pagamento, con vari uomini.

In particolare “nelle settimane precedenti aveva lasciato l’abitazione dal 2 al 4 luglio, dal 7 all’8, dall’8 all’11” ha dichiarato il Comandante della Mobile specificando come in “tutte queste situazioni avevamo un dato oggettivo: era sempre senza la piccola Diana”. Nei giorni che provocarono la morte della bimba – stimata dai medici legali in “24-48 ore prima” del ritrovamento del corpo disidratato e con nello stomaco pezzi di sostanza “spugnosa” compatibile con il pannolino che la bimba avrebbe tentato di mangiare – si trovava in compagnia di un ex il quale aveva interrotto la relazione con lei a inizio anno per poi ricominciare a frequentarla da fine giugno. “In uno dei loro ultimi contatti, il 13 gennaio 2022, la signora Pifferi oltre a supplicarlo di tornare insieme minacciava anche il suicidio, un messaggio a cui non verrà mai risposto – ha testimoniato il poliziotto sull’analisi della chat -. A partire da febbraio in avanti avvia tutta una serie di intense relazioni con uomini di volta in volta conosciuti sulle piattaforme”.

“Persone conosciute da pochissimo – aggiunge – che venivano invitate a casa o mandate le foto anche della piccola Diana. Calì si è soffermato in particolare su una chat con un uomo dove “si parla di dormire nudi abbracciati nella stessa stanza della bambina” con l’uomo che chiede anche di poter baciare la piccola e si vede rispondere “certo che lo puoi fare”.

Questo articolo fa parte dell'archivio di Ticino Notizie e potrebbe risultare obsoleto.

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