Hanno chiesto di costituirsi come parti civili contro i sette carabinieri imputati, per il riconoscimento dei danni subiti, i genitori e il fratello di
Ramy Elgaml, il 19enne morto il 24 novembre 2024 nello schianto
dello scooter guidato dall’amico Fares Bouzidi, 23 anni, dopo un
inseguimento da parte dei carabinieri per circa otto chilometri.
E’ emerso dall’udienza preliminare in corso a MILANO davanti
alla gup Tiziana Landoni. Udienza a porte chiuse e con il
corridoio ‘blindato’ con accesso vietato ai giornalisti a tutela
della giudice che si è occupata del caso Siher.
In particolare, i familiari di Ramy (presenti in aula),
attraverso la legale Barbara Indovina, hanno chiesto di entrare
come parti civili per i reati contestati dai pm di
favoreggiamento, depistaggio e falso nel verbale d’arresto
dell’amico di Ramy, accusa quest’ultima di cui risponde anche
Lenoci. In totale, dunque, contro i sette carabinieri imputati.
Mentre non hanno chiesto di essere parti civili per l’accusa di
concorso in omicidio stradale contestata a Lenoci e a Bouzidi,
anche perché la famiglia è già stata risarcita
dall’assicurazione.
I legali di Bouzidi, gli avvocati Debora Piazza e Marco
Romagnoli, hanno chiesto che il 23enne sia parte civile nei
confronti di tutti i carabinieri imputati per i reati, a vario
titolo, di lesioni stradali (contestate a Lenoci), di
depistaggio, favoreggiamento e falso nel verbale d’arresto.
Ora i legali degli imputati si esprimeranno sulle istanze di
costituzione di parte civile (i pm non si sono opposti) e pare
che, comunque, sollevino questioni solo sulla richiesta di un
sindacato dei militari. Poi, la gup dovrà decidere sulle parti
civili.
«Apprendo che si è svolta l’udienza preliminare davanti alla giudice per l’udienza preliminare Tiziana Landoni nel processo che vede indagati sette carabinieri e Fares Bouzidi per l’incidente stradale del 24 novembre 2024 che portò alla morte di Ramy Elgaml. Fares, amico della vittima, deve rispondere di omicidio stradale, mentre il carabiniere Antonio Lenoci – alla guida della gazzella – è accusato di omicidio stradale per “eccesso colposo nell’adempimento del dovere” e lesioni. Gli altri militari indagati devono rispondere, a vario titolo, di frode e depistaggio per aver fatto cancellare i video ripresi con un cellulare da due testimoni e di falsità ideologica perché avrebbero nascosto la presenza di una telecamera dashcam sull’auto e di una bodycam personale.
Voglio qui ribadire per l’ennesima volta il mio pensiero. I Carabinieri impegnati nell’inserimento sono da considerarsi tutti innocenti. Inseguire il t-max sul quale viaggiavano i due fuggitivi era loro preciso dovere. Diverso il discorso per Fares che con la sua folle fuga porto al decesso del suo amico Ramy. Siano quindi prosciolti i carabinieri e condannato invece Fares».
Così il Deputato di Fratelli d’Italia, vice Presidente della Commissione Affari Costituzionali ed ex vice Sindaco delle Giunte di Centrodestra milanesi Riccardo De Corato.













