Costumi del ‘700 come muse per dipinti. Così costumi e dipinti si potranno ammirare nella mostra “Abiti in scena. Mosè Bianchi e il sogno del Settecento”, a cura di Ilaria De Palma, inaugurata in occasione del Forum Cultura 2026 allestita a Palazzo Morando dal 4 novembre al 13 giugno 2027.
Si pensi che nell’Ottocento molti artisti raccoglievano costumi d’epoca settecentesca per utilizzarli come muse per i loro dipinti, insomma atelier trasformati in veri e propri musei. Uno di questi artisti fu proprio Mosè Bianchi che alla fine degli anni Sessanta dell’Ottocento, durante un soggiorno a Parigi, entrò in contatto con la pittura di Ernest Meissonier e Mariano Fortuny y Marsal e con il mercante d’arte Adolphe Goupil, quest’ultimo aiutò a diffondere le sue opere ispirate al settecento.
I capi d’abbigliamento appartenuti a Mosè Bianchi (1840-1904), restaurati per l’occasione ed esposti accanto ai suoi dipinti, otto provenienti dalla GAM di Milano. Nella mostra si trovano una selezione di 21 abiti riconoscibili nei dipinti di Bianchi, mostrando come il pittore li utilizzasse per definire personaggi, ambientazioni e atmosfere. Si trovano nella mostra ancora costumi da saltimbanco e sottomarsine ricamate, che Bianchi accostava con libertà creativa a giacche con gorgiera plissettata di epoca successiva, ricercando particolari effetti decorativi.
La raccolta di abiti antichi è l’unica di proprietà di un pittore italiano che si è conservata integra e rappresentano un patrimonio di Palazzo Morando.
Spiega l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi: “Questa preziosa mostra dimostra quanto la ricerca e la cura del patrimonio siano fondamentali per dare nuove prospettive alle collezioni dei nostri musei. Mettere a confronto gli abiti di Mosè Bianchi con i dipinti in cui li ha raffigurati significa ricostruire il processo creativo dell’artista e scoprire legami inediti tra opere e manufatti. Gli oltre trenta interventi di restauro realizzati per l’esposizione sono un investimento concreto sulla conservazione e sulla conoscenza del nostro patrimonio, perché possa continuare a essere accessibile e condiviso”.
La raccolta di Mosè Bianchi fu lasciata in eredità alla moglie Carolina Marignani. Nel 1909, quest’ultima cedette gli abiti al nipote del pittore, Pompeo Mariani. Fu poi la figlia della moglie di Pompeo Mariani a cedere 261 capi al Comune di Milano, che li acquistò nel 1934. Nel 2022, grazie alla donazione di Giovanni B. Pitscheider per conto dell’Archivio Mosè Bianchi, il patrimonio museale si è arricchito anche di una rara robe volante, sontuoso abito femminile della metà del XVIII secolo, completando così la raccolta del pittore.
A cura Manuelita Lupo













