“La sinistra è chiamata a fare i conti con una questione morale penetrata dentro di sé e che nessuna scorciatoia, individuale o giudiziaria, può assolvere. La domanda è se sia la stessa questione denunciata quarant’anni fa nella conversazione tra Berlinguer e Scalfari o se non si tratti di un fenomeno in parte diverso”. Lo afferma Gianni Cuperlo, deputato e presidente della Fondazione Pd, in una lettera al quotidiano La Stampa.
“Il problema – osserva Cuperlo – non sta solo nel riproporsi di partiti ridotti a camarille e incistati in ogni ambito di potere pubblico. Credo che la questione sia figlia anche di ciò che al suo tempo il segretario comunistra non poteva denunciare perché non ancora consumato. Parlo di processi avanzati in anni e decenni successivi a iniziare da una delegittimazione delle culture politiche e dei soggetti che per una sessantina d’anni se ne erano fatti interpreti”. “Non avere difeso e rifondato le culture politiche, essersi assuefatti al primato di una forza mediatica nella costruzione delle leadership e dei profili pubblici, aver accolto l’idea di una presenza dentro le istituzioni come l’unica sede capace di garantire l’agibilità politica ai singoli mentre fuori da lì cresceva l’alternativa del lobbysmo e dell’affarismo, tutto ciò ha prodotto un abbassamento della soglia del controllo e della vigilanza su fenomeni di malcostume, mala gestione sino a crescenti infiltrazioni capaci di condizionare la vita democratica di importanti organizzazioni territoriali e non solo”, scrive Cuperlo. “Penso – afferma l’ex presidente del Pd – che la questione morale di oggi sta nell’avere corrotto non già e solo singoli individui, ma la nozione stessa di politica, privandola di quella radice popolare e partecipata che rappresentava l’anticorpo fondamentale contro percorsi degenerativi che non sono un destino obbligato. Soprattutto non debbono esserlo per quel popolo della sinistra, la più gran parte, che nelle traversie di questi decenni ha preservato passione e uno spirito critico che lo fa indignare quando i valori fondanti di quella storia vengono aggrediti dall’interno. Dinanzi allo scandalo di questi giorni affrontare finalmente una questione troppo a lungo taciuta e rinviata credo sia la sola condizione per non doversi vergognare più”.
