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Giorno della Memoria, tappa al ‘Campo Magenta’ di Boffalora Ticino: luogo dal quale passarono 13mila bambini ebrei

In occasione del Giorno della Memoria, una tappa d’obbligo è quella al rifugio La Fagiana a Boffalora sopra Ticino, all’interno della tenuta in aperta campagna, a ridosso della strada statale 11. Luogo che divenne il centro di transito vitale per oltre 13mila bambini e ragazzi ebrei reduci dai campi di sterminio. La vicenda è tornata alla luce pochi anni fa grazie alle ricerche di Stefano Bagnasco, che nel 2021 si imbatté nel libro di Ada Sereni, “I clandestini del mare”. Sul posto oggi si sono recati Andrea Ranzini e Gianni Ceriani della Piarda. Quello che oggi conosciamo come un paradiso naturalistico, un tempo era il “Campo Magenta” (così chiamato perché vicino alla stazione ferroviaria di Magenta e al “Magenta Bridge”, nome militare del ponte sul Ticino).

Questi giovani, fuggiti dall’Europa centrale venivano portati in Italia dalla Brigata Ebraica. Restavano nel campo per circa 3-4 mesi. Non si trattava solo di un rifugio; qui i giovani ricevevano una preparazione pratica per la loro futura vita nel nascente Stato di Israele, imparando tecniche agricole per lavorare nei kibbutz e ricevendo un addestramento all’uso delle armi. Una volta pronti, venivano trasferiti a La Spezia e imbarcati clandestinamente su navi dirette verso la Terra Promessa.

“Uno degli aspetti più incredibili emersi dalla ricerca – spiega Ranzini – riguarda il finanziamento di questa imponente operazione. L’affitto della tenuta e l’acquisto delle 13 navi utilizzate per il trasporto furono pagati con sterline false. Queste banconote facevano parte della più grande operazione di falsificazione della storia, orchestrata dai nazisti durante la guerra per destabilizzare l’economia britannica. Paradossalmente, parte di quel denaro “sporco” finì nelle mani della Brigata Ebraica alla fine del conflitto e fu utilizzato per salvare migliaia di sopravvissuti.

La scelta della Fagiana non fu casuale. La tenuta, un tempo riserva di caccia reale e poi di proprietà di figure influenti offriva segretezza, tecnologia, infrastrutture. Nonostante l’enorme portata storica il “Campo Magenta” rimane fuori dai principali circuiti delle celebrazioni ufficiali. Andrea Ranzini sottolinea come, sebbene sia fondamentale visitare i campi di sterminio per comprendere l’orrore, sia altrettanto importante onorare luoghi come Boffalora, dove migliaia di ragazzi hanno ritrovato la serenità e la libertà.

Oggi, camminando tra i sentieri del Parco del Ticino, è doveroso ricordare che tra quegli alberi è passata una parte fondamentale della storia del XX secolo, trasformando un luogo di guerra e clandestinità in un ponte verso il futuro.

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