Questa mattina le strade di Abbiategrasso si sono tinte della vivacità e della determinazione dei giovani. Gli studenti dell’Istituto Bachelet sono scesi in piazza per una manifestazione pacifica volta a denunciare le condizioni critiche in cui versa la struttura scolastica e a chiedere interventi urgenti.
Il corteo, organizzato dai rappresentanti d’istituto, ha attraversato la città con una prima significativa sosta davanti al suggestivo Castello Visconteo, per poi snodarsi fino al cuore di Abbiategrasso. La protesta si è conclusa in Piazza Marconi, proprio davanti alla sede del municipio, dove una delegazione di studenti ha incontrato direttamente il sindaco Cesare Nai.
Al centro della mobilitazione ci sono criticità strutturali che, secondo le testimonianze raccolte, si trascinano ormai da oltre quindici anni. I ragazzi hanno puntato il dito contro tetti fatiscenti che provocano infiltrazioni e allagamenti ogni volta che piove, aule costrette a fare i conti con secchi d’acqua per terra, bagni inagibili e persino laboratori e aule di disegno in cui l’umidità ha generato muffa e distacchi di intonaco, al punto da consentire a tratti di “vedere il cielo” direttamente dalle classi.
”Il problema maggiore che c’è al Bachelet secondo me sono i tetti, quando piove la scuola si inonda tutta e dobbiamo mettere dei secchi sotto per non far bagnare tutto, e nell’ala nuova con l’umidità sono usciti pezzi di soffitto mancante”, ha raccontato una delle studentesse durante la marcia. A pesare sul bilancio delle famiglie c’è inoltre il tema del carovita, con i libri di testo scolastici diventati ormai quasi inaccessibili.
Nonostante la forte tensione per il futuro del proprio edificio scolastico, la manifestazione si è svolta in un clima di assoluta tranquillità e civiltà, accompagnata dalla scorta e dalla sorveglianza dei Carabinieri della Compagnia di viale Mazzini che hanno garantito lo svolgimento in totale sicurezza.
”Vogliamo far sentire la nostra voce senza fare casino in giro e senza distruggere le cose, perché anche con la tranquillità possiamo cambiare qualcosa”, ha spiegato uno dei partecipanti.













