MILANO Nella seduta di ieri il Consiglio regionale si è occupato della grave emergenza legata alla crescita esponenziale dei costi delle materie prime energetiche e dell’energia elettrica, tema che ha interessato quattro distinte mozioni.
La mozione sottoscritta da tutti i capigruppo di maggioranza chiede alla Giunta di attivarsi presso il Governo nazionale perché inserisca un tetto massimo al prezzo del gas e dell’energia elettrica, modifichi il meccanismo degli Ets (Emissions Trading System), riformi il mercato elettrico e i meccanismi di formulazione del prezzo, chieda alla UE di intervenire direttamente con aiuti alle imprese in difficoltà in deroga temporanea alla norme comunitarie in materia di aiuti di stato e semplifichi le procedure per installare impianti di energie rinnovabili. Il documento della maggioranza è stato approvato con 65 voti a favore. Approvata anche la mozione presentata dal Pd che chiede di prevedere ristori alle famiglie e alle imprese più in difficoltà attingendo dagli extra-ricavi che Regione Lombardia ha incassato in questi mesi dalle grandi concessioni idroelettriche. La mozione è stata approvata con 66 voti favorevoli. Respinte invece le mozioni presentate dal Movimento 5Stelle e da un esponente di minoranza del Gruppo Misto. Nel dibattito sono intervenuti numerosi Consiglieri di tutti i gruppi politici.
L’assessore all’Ambiente ha sottolineato di aver presentato in Giunta il piano energetico regionale lo scorso 2 agosto scorso i cui effetti tuttavia si vedranno nel tempo e che l’unico provvedimento efficace nel brevissimo periodo è pertanto il contenimento dei consumi. L’assessore al Bilancio dal canto suo ha sottolineato l’impegno di Regione Lombardia sul tema dell’ottimizzazione dei consumi energetici, dell’incentivazione delle fonti rinnovabili, della mobilità sostenibile e tutto ciò nonostante la riduzione dei trasferimenti dallo Stato. Per quanto riguarda i supposti maggiori introiti derivanti dalle concessioni idroelettriche, l’assessore ha precisato che i maggiori ricavi (dell’ordine di alcuni milioni di euro) andranno direttamente agli Enti locali che ne dispongono in autonomia. “I costi dell’energia sono ormai più che raddoppiati e il gas ha raggiunto durante il sui intervento in aula sul mercato di Amsterdam che fa da riferimento, livelli addirittura 10 volte il prezzo di un anno fa – ha spiegato Riccardo Pase, presidente della commissione Ambiente -. Si stima che, da oggi alla prima metà del 2023, saranno a rischio 120mila imprese del terziario e 370mila posti di lavoro. Le dimensioni di scala di questa crisi energetica sono diventate tali, da rendere necessario un intervento immediato non solo a livello statale ma anche a livello europeo. Inoltre, esiste ancora troppa burocrazia che crea solo paletti che non fanno altro che aumentare la speculazione.

















