“L’allontanamento dei figli è già una grave forma di ingerenza di un potere statale nella vita della famiglia, giustificata nei casi conclamati di violenza domestica. I Trevallion non sono genitori violenti. Questa famiglia andava accompagnata verso la risoluzione dei problemi, invece viene devastata.
Così non si tiene conto del superiore interesse dei bambini, che già manifestano segni evidenti di profonda sofferenza, come piccoli atti di autolesionismo. Ciò premesso, qualcuno spieghi perché il padre può vedere i figli solo qualche ora nel week end e perché la madre solo all’ora di pranzo”.
Così l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, sulla vicenda della famiglia nel bosco.
“Non solo – aggiunge – i figli di Nathan e Catherine Trevallion sono stati allontanati dalla loro casa, mentre, per risolvere le criticità, si potevano assumere misure meno pesanti e più rispettose dei piccoli, ma i genitori, dopo la delusione di Natale, devono sottoporsi ad una perizia psichiatrica, una decisione umiliante, che inevitabilmente allunga una pratica già dolorosamente lunga”.


















