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“Faccia da nessuno in giro”: sempre più paesi che assomigliano a dormitori…

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – Non c’è più nessuno in giro! Nei piccoli e medi comuni italiani? Il turismo può aiutare. Ma nella maggior parte dei piccoli centri non esiste, né montagna, né lago, né mare. Cosa fare per non annegare nella solitudine ?

Le grandi cattedrali laiche del commercio hanno sostituito il nostro senso di comunione della condivisione. Calde d’inverno e fresche d’estate sono la migliore medicina contro il restare a casa.
La vendita on line sta facendo breccia nei portafogli degli italiani o conto in banca.

Nessuno può più stare senza avere la possibilità di spesa. Paesi che sembrano ormai spettrali e con solo attività straniere in presenza. Un andazzo comune in tutta la penisola quindi nessuno si senta chiamato in causa.

La politica cerca di fare qualcosa? Urla. Ma il profumo dell’integrazione prende forma nei tanti ristoranti. Ma il tema non è il cambio di uso ma proprio la diversa versione.

Il centro di certi borghi periferici è diventato sempre più deserto. Paesi ormai dormitorio e per lunghe passeggiate con cane …magari per farlo defecare.

Le stazioni posto di partenza per grandi centri dove alle prime ore del mattino e le ultime del giorno si evince un esodo temporaneo. Il week end può essere dedicato alla casa o alla gita e viaggio.

Cosa ne resta del paese se non un letto magari una cucina o un bagno. Una doccia fresca o calda poi via …il telefono non più fisso ma mobile non lascia di noi traccia.

La comodità e il costo fa nascere uno spostamento impensabile nell’Italia di soli pochi anni fa.
Le case costano poco !!! Molti comprano ma riqualificano ?? Molto spesso si ?? Permesso ??? Mah, non mettiamo in dubbio. Un cambio di tessuto sociale; sono lontani i tempi dove un cognome identificava un paese o anche una zona di questo.

Conosco tuo padre…era una minaccia e un avvertimento…Tu non conoscevi, il paese sapeva fino al tuo trisnonno … Negli anni molti cognomi sono stati abbandonati dalle pagine del telefono ma oggi sento ancora il vento dell’ennesimo cambiamento.

Una parte vuole restare, un’altra vuole cambiare ma poi cambia tutto. Restano i gesti e le sostanze di speranza. La politica ormai non riesce più a capire il senso del nuovo apprendimento sociale.

I centri commerciali hanno svuotato i paesi per farci trovare tutto a portata di scaffale.
Siamo più liberi di spendere per postare le nostre glorie.
Il cinema del paese sono quasi tutti spariti per fare spazio a multisala con multi servizio.
Siamo più americani o europei. Il grande tema del futuro sarà locale o globale? Forse, un aiuto a cercare di aiutare i piccoli centri.

Ma vogliamo stare nei piccoli spazi o la libertà ci porta a vivere da nomadi del commercio e divertimento. Nel week end il senso di non presenza diventa sempre più palpabile. Ma le aggregazioni sociali potranno fare in modo del ritorno di vita di paese.
Si potranno trasformare. Il dialetto e i costumi e usi sono da insegnare. Nulla si tramanda con l’obbligo. E solo la vergogna fa dimenticare il nostro passato o il senso finto di vergogna
Mai dire che un paese è morto mai dare per morto un piccolo borgo”.

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