Faccia da Christian e la vita spensierata ….tanti auguri a Christian De Sica

Compie oggi gli anni un'icona del cinema italiano. Quello che ci piace e che ci mette di buon umore. Il ritratto tracciato dal nostro Duca di Saronno

Faccia da onnisciente – Il potere di parlare del niente

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO - "Egregio Direttore, siamo un Paese che invoca la storia ma non la studia, che celebra la cultura dopo averla considerata...

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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Egregio Direttore, vorrei approfittare dello spazio del Suo giornale per rivolgere i miei auguri – personali e collettivi – a un uomo che, più di molti altri, ha saputo mettere in scena la leggerezza, la simpatia, la gioia di vivere: Christian De Sica. Un uomo, un mito.

Forse è anche grazie a lui se, in tanti momenti, sono riuscito ad andare avanti con un sorriso.

Forse è grazie a lui se ho imparato a cercare sempre il lato bello e ironico delle cose, in un mondo spesso popolato da musoni, finti amici e persone che si prendono troppo sul serio. Ridi che ti passa, si diceva una volta. Oggi, purtroppo, sembra valere il contrario: ridere è diventato quasi sospetto.

Nei film leggeri siamo un popolo allegro, capace di prendere in giro i palloni gonfiati.

Nella realtà, invece, sembriamo un Paese dai musi lunghi, dalle scarpe rotte e dalla seriosità ostentata. Un popolo che spesso confonde la profondità con la tristezza, e che guarda con sospetto chi porta allegria.

Eppure far ridere è difficilissimo. Portare leggerezza è un atto di coraggio. Molti trovano conforto nella finta disperazione, mentre chi regala un sorriso viene giudicato “non impegnato”.

La storia del cinema lo dimostra: campioni d’incassi, ma schiaffi dalla critica.
Non si può piacere a tutti, ma è peggio non lasciare indifferente nessuno.

Ho visto tutti i film di De Sica, più di una volta. L’ho visto ragazzo, poi uomo, ora artista maturo: sempre con quella verve che regala piccoli momenti importanti. Tutti noi, ragazzi di una certa generazione, abbiamo ripetuto le sue battute, ballato sulle musiche di Vianello, sognato Cortina o Portofino con il maglioncino sulle spalle.

In uno dei tanti casting ho persino dovuto fare la “spalla” alla sua storica figura, perché il suo fisico alto e slanciato non lo possiedo. Ma l’eleganza e il fascino del padre – quello sì – si sono trasferiti in lui.

Non voglio fare paragoni, solo riflessioni.

Le mie tre convinzioni restano le stesse:

– allegria e gioia portano sempre bene, mai male;

– la leggerezza può essere fierezza, non resa allo sconforto;

– la risata fa bene al sangue, alla mente e al cuore, quando non ferisce nessuno;

Forse è anche grazie a lui se ho iniziato la mia carriera, fatta di montagne russe e insalate grasse.

Il padre girò Miracolo a Milano. Lui, a modo suo, fece un miracolo a Cerano: mi tirò fuori dal guscio della timidezza.

Il mondo non apprezza gli allegri, ma nei momenti di bisogno li cerca. Le persone gioiose donano tutto, sempre.

Tanti auguri, Maestro, da un umile allievo. Non avrò mai la sua classe, ma ho imparato la sua arte del sorriso. Ha dipinto la nostra vita di simpatia, e questo è un dono raro.

Grazie Christian, e cento di questi giorni. Anzi: mille grazie per la tua presenza. Continua a fare ciò che sai fare meglio: rendere felice la gente. È il gusto più autentico della vita”.

Massimo Moletti

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