“Abbiamo in via di ultimazione cinque consulenze” per confutare quelle depositate dalla Procura di Pavia con la seconda chiusura dell’indagine sull’omicidio di
Chiara Poggi a carico di Andrea Sempio. A spiegarlo ai microfoni
di ‘Dentro la notizia”, programma di approfondimento in onda su
Canale 5, è Liborio Cataliotti, difensore del 38enne assieme
alla collega Angela Taccia.
I due legali, con il loro assistito, oggi si sono incontrati
con il pool di esperti da loro nominati ed entro venerdì
depositeranno ulteriori relazioni di parte.
“Noi ci sentiamo forti su tutto. Però – ha proseguito
Cataliotti – c’è un dato che dal mio punto di vista é tranchant”
ovvero le 25 impronte lasciate dal killer sul pavimento della
villetta di Garlasco sono più piccole rispetto al numero di
piede di Sempio e ciò “è una prova a discarico che esclude in
radice che possa essere l’assassino”.
Sull’impronta 33, repertata sulla parete delle scale che
conducono in cantina, non molto lontano dal punto in cui fu
ritrovato il corpo senza vita della ragazza, “abbiamo duplicato”
le sperimentazioni “ottenendo risultati completamente opposti
tutte verifiche sperimentali e tecniche e scientifiche”
effettuate dai consulenti dei pm pavesi. I quali invece
attribuiscono quella manata sul muro a Sempio.













