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Da Progetto Magenta a coalizione per Magenta: la mossa che spiazza di Silvia Minardi

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MAGENTA –  “Da Progetto Magenta a coalizione che si candida alla guida di Magenta stringendo un patto forte con la città”. L’aspetto senz’altro piu’ interessante che emerge dalla conferenza organizzata stamani in Casa Giacobbe da Silvia Minardi e dai civici è l’allargamento o meglio lo ‘step 2’ di Progetto Magenta.

Se infatti cinque anni or sono la Civica si presentava a parole per diventare un terzo polo per Magenta – nella disfida tra l’uscente Marco Invernizzi e la ‘novella’ della politica (e purtroppo si è visto eccome…) Chiara Calati – nei fatti i numeri erano quelli che facevano la differenza. Tant’è che il 10 e rotti per cento conquistato dalla Minardi fu obiettivamente un buon risultato.
Oggi la nascita di una lista d’appoggio a quella originaria di Progetto Magenta e da qui la costituzione a tutti gli effetti di un polo alternativo al Cdx e al Csx – con il massimo rispetto ma non possiamo considerare un avversario serio il partito filo mussulmano de La Nuova Italia – è la miglior risposta a chi considera del tutto velleitaria la corsa in solitaria di Silvia Minardi. Che include, allarga e certamente è destinata ad erodere voti in modo del tutto trasversale.

Ma soprattutto e la Minardi lo ha detto chiaro e tondo c’è il principale grande alleato (o potenzialmente tale): ossia il cosiddetto ‘partito del non voto’.
A Magenta nel 2017 al primo turno votò meno del 60% degli aventi diritto ma dato ancor piu’ clamoroso, al ballottaggio i Magentini che si recarono alle urne furono meno del cinquanta per cento (49,82% ndr).

Questi numeri, special modo se letti a quasi un lustro di distanza, ci restituiscono una visione forse piu’ obiettiva e lucida sul perché Chiara Calati sia riuscita a conquistare Palazzo Formenti con un 60,2% che deve essere ricalibrato su meno della metà dell’elettorato attivo.

Indubbiamente il clima del 2017 con il vento in poppa per il Cdx – (in quei casi si dice che puoi candidare anche il famoso cavallo senatore di Caligola e vinci)- e le tante persone che avevano preferito andare al mare (era giugno inoltrato il ballottaggio ndr) alle urne. 

Considerazioni che Minardi affiancata da uno spin doctor di assoluto livello come Marco Marturano avrà certamente già fatto sue.

Anche perché se tanto ci dà tanto, purtroppo, con la pandemia di mezzo, la cosiddetta ‘generazione Covid’ (o se preferite DAD)  che ingloba anche coloro i quali potranno votare per la prima volta, c’è da presumere che il vento dell’antipolitica, ma forse è piu’ corretto parlare dell’indifferenza, soffierà ancora piu’ forte di cinque anni fa.

Lo ha ricordato anche la stessa Minardi nel suo intervento: “Noi vogliamo rispondere in modo serio e autorevole a quei cittadini che ci dicono ‘tanto siete tutti uguali'”.

Insomma gli spazi e i margini di miglioramento ci sono. Potenzialmente in questi tre mesi di campagna elettorale c’è davvero un tesoretto enorme da conquistare.

Non è impresa facile, ma il metodo visto stamani con l’approccio che guarda a stringere un’alleanza con la città, è incoraggiante. Se dovessimo dare un titolo (magari un po’ abusato ma concedetecelo) diremmo: “Minardi buona prima”. 

Ma con la sensazione che il meglio debba ancora arrivare.

Perché oggi sono state messe sul tavolo alcune carte ma certamente non tutte. La novità è quella di cui abbiamo scritto sopra, la seconda lista in appoggio. Ma poi c’è un enorme potenziale nei giovani a cui oggi, non si è voluto lasciare volutamente la vetrina. Sono stati loro i protagonisti dietro le file e presto avranno un evento tutto loro.

Potrebbero essere il secondo capitolo di questo romanzo che la Prof.ssa e il suo gruppo stanno scrivendo con la città.

D’altronde, la narrazione in politica è preziosa.  E senza volerci ripetere troppo, scadendo nella pedanteria, indubbiamente Silvia ha dalla sua un ottimo sceneggiatore.  Certo il finale andrà scritto coi cittadini, tuttavia, non meno importante è il percorso d’accompagnamento.

E chi comincia bene – si dice – è già a metà dell’opera.

F.V.

 

 

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