Corso di arabo in scuola del Milanese, polemica sindaco-Lega

Succede a Solaro

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“Integrazione e inclusione, a Solaro, non sono parole vuote: l’insegnamento della lingua d’origine può favorire l’integrazione, eccome”. Lo ha detto
Nilde Moretti, sindaco del Comune del Milanese, replicando alle
critiche per la concessione di uno spazio comunale a una
associazione che si occuperà di insegnare la lingua d’origine a
bambini arabi nati in Italia.

Una vicenda che da settimane sta dividendo il comune, retto da una giunta di centrosinistra.Contro la decisione si è schierata in particolare la Lega
definendola un esempio di “integrazione al contrari
o”. Il
sindaco ha ribadito “a chi ha voluto strumentalizzare l’intera
questione buttando in politica, con la “p” minuscola” che si
tratta di una questione attinente a Cultura e Società.

“Come previsto dalla convenzione e dal regolamento, l’associazione
pagherà l’affitto della sala esattamente come qualsiasi altra
realtà del territorio – ha spiegato il sindaco – . Le tariffe
sono un allegato al bilancio e nessuno durante la discussione
del punto approvato in Consiglio Comunale ha sollevato la
questione. Non esiste alcun favoritismo, né alcun ‘prezzo
stracciato’. Asserire il contrario, oltre ad essere falso è
anche manipolatorio”.

“Molti di questi bambini conosco già l’italiano o comunque lo
studiano a scuola accompagnati da insegnanti preparatissimi – ha
aggiunto – ma imparando la loro lingua d’origine, sia in forma
orale che scritta, possono svolgere il fondamentale compito
indiretto di mediazione linguistica, ad esempio traducendo per i
loro compagni o famigliari e facilitando dunque
l’intercomunicazione”.

Lo spazio è stato concesso all’associazione Attadamun, che
organizza i corsi ogni domenica fino alla fine del 2026.

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