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Corbetta, il sindaco “clown” e la lezione che non convince

Ballarini attacca le insegnanti per un “like” a un fotomontaggio. Ma la replica del suo 'conterraneo' Alessandro Maggioni apre interrogativi ben più profondi sul rapporto tra politica, social e credibilità istituzionale.

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Il video del sindaco e l’accusa alle insegnanti

Secondo quanto dichiarato dal primo cittadino, la foto modificata rappresenterebbe un autentico caso.
«Una mia foto modificata da un gruppo di opposizione circolava sui social. È la mia foto, modificata con l’aggiunta di un naso da pagliaccio. Per darmi del clown: questo si chiama diffamazione», ha dichiarato Ballarini.

Il sindaco ha poi criticato duramente chi ha messo il “like” a quell’immagine, puntando in particolare il dito contro alcune docenti delle scuole di Corbetta.

«Diverse insegnanti delle scuole di Corbetta hanno deciso di mettere “mi piace”. Un gesto che può sembrare piccolo, ma che in realtà significa sostenere e approvare quel contenuto. Gli insegnanti sono dipendenti pubblici. Hanno un ruolo educativo, un ruolo di esempio. E proprio per questo esiste un codice di comportamento e di decoro che dovrebbero seguire e dovrebbe guidare il loro modo agire, compresi i social».

Il primo cittadino ha quindi sollevato una questione educativa.

«Voglio fare una domanda semplice: se fossero andati a scuola dei ragazzi con una foto della maestra o del preside con il naso da clown… magari dicendo “non l’ho fatta io, l’ho solo condivisa”, secondo voi cosa sarebbe successo? Subito dal preside. E probabilmente sospensione. Perché? Perché a scuola si insegna il rispetto».

Ballarini ha infine annunciato di aver segnalato la vicenda al dirigente scolastico dell’istituto di Corbetta, Salvatore Frammartino, e all’Ufficio scolastico territoriale della Lombardia per eventuali valutazioni.

La riflessione, a mo’ di replica, scrita da Alessandro Maggioni

Ma sulla vicenda è intervenuto anche il corbettese Alessandro Maggioni, oggi figura di rilievo nazionale nel mondo della cooperazione edilizia e dell’impegno civile, che ha pubblicato sui social una replica lunga e articolata, invitando a guardare la questione da un altro punto di vista.

Il suo intervento parte con un tono ironico ma subito entra nel merito:

«Ieri sera ho visto un video del sindaco Ballarini, davanti alla scuola Aldo Moro, che con tono grave — come se si stesse parlando della guerra in Iran, Ucraina o Gaza — faceva un discorso affranto sull’educazione e sulla vergogna che dovrebbero provare delle maestre che hanno messo un like a un nasino da clown messo sulla foto del sindaco, esponendo le maestre e la scuola al pubblico ludibrio della gogna mediatica».

Maggioni esprime anche solidarietà agli insegnanti coinvolti:

«Massima solidarietà a tutte le maestre e i maestri».

Ma soprattutto pone una questione di coerenza pubblica. Nel suo intervento ricorda diversi contenuti social pubblicati dallo stesso sindaco negli ultimi anni, sottolineando come il suo stile comunicativo sui social sia spesso ironico e spettacolarizzato.

Scrive infatti:

«È lui o non è lui che fa video in cui gioca ai videogiochi nell’ufficio del sindaco? È lui o non è lui che sulla scala del Comune, per promuovere il suo libro, fa il gesto di “stoca…” lasciando poi intendere con sarcasmo che parlava del “capolavoro” del suo libro?».

E ancora:

«È lui o non è lui che fa un video in cui gioca alla morra cinese nelle stanze del Comune per “decidere chi vendere al mercato nero per comprare i biglietti”?».

Il punto centrale della riflessione arriva però nella conclusione.

«Insomma, se sei una star di TikTok e se nell’essere ormai un uomo di spettacolo a volte entri nella categoria del “comico”, come puoi piangere per un nasino da clown?».

Una questione che va oltre Corbetta

Al di là della polemica locale, il caso solleva interrogativi più ampi.

Qual è il confine tra satira politica e offesa personale?
Qual è il comportamento richiesto a un dipendente pubblico sui social?
E soprattutto: quale coerenza è richiesta a chi usa la comunicazione social come strumento politico quotidiano?

Sono domande che vanno ben oltre Corbetta.

Perché nell’epoca dei social permanenti, dove ogni gesto diventa messaggio e ogni video diventa politica, il tema non è soltanto un naso da clown.

È la credibilità di chi parla — e il peso delle parole quando si decide di trasformare una polemica in un caso pubblico.

E A PROPOSITO DI NASO DA CLOWN..

E’ sempre Maggioni a riprendere quanto successo con una riflessione.. ‘cultural artistica’: “In questi giorni a Corbetta c’è stato un dibattito surreale per un rosso nasino da clown. E allora sono andato a recuperarmi le foto del mio clown. Sì, perché qualche anno fa ho fatto un bellissimo e intenso corso di “clown a teatro”.
Un percorso che mi ha portato a dar vita al mio clown. Che si chiama Cric de Reisentel.

Se uno avesse un minimo di cultura saprebbe che il naso rosso è la maschera più piccola che ci sia. Che alleggerisce ogni cosa e strappa sorrisi.
Fare il clown è una cosa molto seria. Ma non per prendersi sul serio.
Sono quasi tentato di rispolverare Cric. E chi metterà un like avrà la mia stima assoluta”.

In effetti un po’ d’ironia (maggioniana) in più, nel merito pomposante serioso (ballariniano), mica sarebbe guastata..

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