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Claudio Bognetti, un anno dopo: il ‘prestinè’ di Mesero che continua a far rumore. Nel cuore di tutti

C’è chi lascia un’assenza. E c’è chi, andando via, lascia una presenza. Di quelle che restano. Di quelle che non smettono di farsi sentire, anche quando passa il tempo, anche quando la vita corre avanti e sembra non concedere tregua al dolore.

È passato quasi un anno dalla morte di Claudio Bognetti, celeberrimo panettiere – o meglio, prestinè – di Mesero, scomparso nel marzo 2025. E oggi, nel giorno del suo compleanno, il paese si ritrova ancora una volta a fare quello che gli riesce spontaneo quando pensa a lui: ricordare, sorridere, commuoversi. Perché Claudio non è stato soltanto un artigiano del pane: è stato una figura di comunità, un volto familiare per intere generazioni, un uomo capace di lasciare un segno che non scolorisce.

A stringere in poche righe tutto quello che Claudio è stato, ci ha pensato il figlio Matteo, con parole che hanno il peso delle cose vere e la forza dei sentimenti che non chiedono permesso. Un messaggio d’amore, di mancanza, di gratitudine e anche di rabbia buona, quella che nasce quando la vita ti toglie troppo presto ciò che più conta:

“Sempre in silenzio… e poi gran rumore, hai stravolto tutto!!!
per parole mai dette; per me sei il numero 1!
ogni mattina che mi alzo so di chi sono figlio… sei davvero più di quello che io mi potevo immaginare !!!
Grazie per avermi messo al mondo, ma chiedimi scusa perché te ne sei andato troppo presto … buon compleanno papà!!!! Ti amo”

Parole che arrivano dritte, senza filtri. E che raccontano perfettamente la dimensione umana di Claudio: un padre amato, un punto fermo, un riferimento che continua a vivere nella memoria e nel carattere dei suoi figli.

Un ritratto intenso e pieno di vita di Claudio Bognetti lo aveva consegnato alla comunità anche lo scrittore ed ex assessore Federico Scarioni, nel saluto letto in chiesa durante le esequie del 20 marzo 2025. Un testo che tanti conservano ancora dentro, perché capace di descrivere Claudio non come un personaggio, ma come una persona reale, quotidiana, vicina: “nostro amico”, con un cuore grande e una passione persino più grande.

Scarioni lo raccontava così: uomo del paese, vicino di casa, padre “acquisito” di tanti, presenza che sapeva esserci in silenzio, con discrezione, come quando osservava dalla finestra i ragazzi giocare nel boschetto, pronto a intervenire solo se necessario. E poi Claudio in versione “carnevale”, con la voglia di scherzare e divertirsi, capace di portare allegria e colori. Claudio dirigente sportivo, con il Vela Mesero, felice come un bambino quando vedeva i ragazzi correre e sognare.

E infine Claudio nel suo regno naturale: l’Antico Forno, con la farina addosso e la fatica della notte nelle spalle, capace però di accogliere tutti: con una battuta, con una pacca sulla spalla, con quella frase che tanti meseresi hanno sentito almeno una volta nella vita: “ma ta ve no a cà a durmì?”.

È questo il punto: Claudio era uno di quelli che, anche quando ti rimprovera bonariamente, lo fa per affetto. Accudiva, come fanno i padri. E infatti Scarioni lo dice chiaramente: Claudio si è guadagnato l’immortalità non perché tutti debbano ricordarlo, ma perché è impossibile non farlo.

Perché ancora oggi, a Mesero, quando qualcuno chiede “di dove sei?” e la risposta è “Mesero”, spesso arriva immediata l’associazione più spontanea e più autentica:
“Ah, dove c’è il Bognetti.”

Ecco allora che questo primo compleanno dopo la sua scomparsa non è soltanto una ricorrenza triste. È qualcosa di diverso. È un giorno che mescola il vuoto e la gratitudine. Il nodo alla gola e un sorriso.

Perché Claudio Bognetti è ancora qui:

nella sua famiglia, in Antonia, in Matteo ed Eleonora;

nei ricordi della piazza, nelle notti, nelle colazioni, nelle pizze e nelle pizzette;

in quella vita attraversata con generosità, passione e dolcezza.

Un anno dopo, Claudio non è soltanto un ricordo.
È un nome che scalda. È un pezzo di storia del paese.
È il prestinè che, anche dal silenzio, continua a fare “gran rumore”.

Buon compleanno Claudio. Mesero ti vuole bene. Ancora e sempre.

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