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Chirurgia coi robot, Regione Lombardia accelera: si punta a 3mila operazioni l’anno

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MILANO Razionalizzare l’uso e la distribuzione territoriale della ‘chirurgia robotica’, con l’obiettivo di raggiungere almeno 3.000 interventi l’anno e creare una rete lombarda diffusa di centri specializzati, mediante la formazione. È quanto prevede una delibera approvata dalla Giunta regionale della Lombardia su proposta della vicepresidente e assessore al Welfare, Letizia Moratti, che individua come ‘formatori’ gli ospedali milanesi ‘Niguarda’ e ‘Santi Paolo e Carlo’, eccellenze in materia di livello nazionale e internazionale.
 

“Quello della chirurgia robotica – commenta Letizia Moratti – è un settore che riteniamo possa diventare ‘strategico’ per la nostra sanità. Una considerazione dettata anche dai numeri. Sebbene questa specialità chirurgica in Italia costituisca ancora una novità, dal 2018 a oggi sono stati effettuati con la robotica oltre 20.000 interventi. Pertanto, sul nostro territorio vogliamo intraprendere questa strada con ancora più convinzione di ora, attraverso percorsi virtuosi e momenti di formazione e aggiornamento”.

 

NON SOLO UROLOGIA – Attualmente, nel nostro Paese, il suo principale ambito di applicazione è in urologia, dove copre oltre il 68% dell’attività. Tuttavia, sta emergendo in altri ambiti come: chirurgia generale, ginecologica, toracica e otorinolaringoiatrica.

ACCESSO UNIVERSALE ED EGUALITARIO – “Attraverso queste opportunità – aggiunge l’assessore al Welfare – è evidente che venga semplificato il compito ‘umano’ del chirurgo, aumentandone la precisione, accelerando i tempi di esecuzione e contribuendo ad agevolare ai pazienti la fase post-operatoria. Lo sviluppo della chirurgia robotica, come per tutte le innovazioni tecnologiche introdotte nel settore sanitario, richiede che ci sia una valutazione di appropriatezza clinica, basata sulle evidenze. Come pure una formazione adeguata degli operatori e un accesso universale ed egualitario per i cittadini. Il che costituisce la risposta a uno dei principi cardine del Sistema sanitario nazionale: l’accesso alle cure”.

 

TARGET MINIMO DI INTERVENTI L’ANNO – Da qui, il monitoraggio sull’attività robotica anche attraverso una valutazione precisa dei volumi di attività nelle diverse specialità chirurgiche. Con l’obiettivo di definire la rete regionale diffusa, su tutto il territorio, con centri di chirurgia robotica e un target minimo di 250 interventi l’anno in ciascuna delle strutture pubbliche che ne dispongono.

 

IN PROSPETTIVA UN CENTRO PER OGNI PROVINCIA – Una disponibilità che Regione Lombardia vuole allargare nel breve periodo a 12 centri, almeno uno per provincia. La delibera ha identificato anche gli ospedali milanesi ‘Niguarda’ e ‘Santi Paolo e Carlo’ quali Centri di formazione a cui le Aziende sanitarie pubbliche si appoggeranno per conseguire le competenze richieste.

 

VALUTAZIONE COSTI E BENEFICI DELLE OPERAZIONI – Inoltre, Regione Lombardia istituirà un gruppo di lavoro per valutare il rapporto costi-benefici legato alle operazioni effettuate con l’ausilio di robot o solo dal chirurgo.

 

MONITORAGGIO PER ASSICURARE MIGLIORI RISULTATI – “Assicurare un adeguato monitoraggio delle procedure – conclude la vicepresidente Moratti – ha lo scopo di garantire il migliore risultato al cittadino in termini di efficacia e sicurezza. Salvaguardando in tal modo il principio fondamentale del ‘value based health care’. Il valore e la qualità della chirurgia robotica non saranno così solo legati ad aspetti tecnici, organizzativi ed economici. Perché saranno integrati in un processo di miglioramento continuo, che mette il paziente al centro delle cure. Del resto, pensiamo a una sanità sempre più smart e tecnologica, dove il rapporto empatico e le competenze umane siano un valore aggiunto, ulteriore e imprescindibile”.

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