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Cerano: quando si andava dal medico con il vestito della festa…

A Cerano hanno picchiato un dottore. Una notizia che pensavamo di vedere solo in TV, nei grandi pronto soccorso di città. Invece è successa qui, nel nostro borgo.

Hanno aggredito il dottor Porzio. E questa cosa mi ha portato molta tristezza. Per tre motivi.

Primo, perché capita a Cerano. Secondo, perché vai a far star male chi ti deve curare. Terzo, perché è una mancanza di educazione e di rispetto.

Com’è cambiata Cerano

Ho notato un grande cambiamento negli ultimi 40 anni, a Cerano ma forse in tutti i paesi.

Prima i medici erano sparsi per il paese, ognuno con il suo ambulatorio. Li conoscevi, li incontravi per strada. Oggi invece sono tutti in una Casa della Salute. Più moderna, più organizzata, ma diversa.

Ormai bisogna chiedere appuntamento. Eppure restano il primo baluardo della sanità. Il medico di famiglia.

Un medico con sempre più mutuati sulle spalle, con un sistema sanitario sempre più spremuto e con problemi di bilancio che tutti conosciamo.

Quando contavano più del sindaco

Una volta il medico contava più del sindaco. Era un’autorità del paese. Veniva invitato ai matrimoni. Veniva ringraziato sempre.

Da piccolo, quando mia madre mi doveva portare dal dottore, era un rito. Mi vestiva con l’abito della festa. Dopo aver fatto il bagno. Pettinato con cura – avevo i capelli, sì. Poi lavato i denti.

E si andava. “Buongiorno, Dottore” e si entrava in ambulatorio. Nessuna discussione, nessuna arroganza. Si ascoltava. E nell’uscire, il saluto.

Forse eravamo troppo reverenziali. Ma le persone erano orgogliose del proprio dottore. E in paese si discuteva di chi fosse il più bravo. Ma avevano tutti il massimo rispetto.

Rispetto

Oggi quel rispetto sembra svanito. Si può aprire un dibattito sulle problematiche di molte leggi e decreti, sulla sanità che non funziona come dovrebbe. Ma questi sono temi da affrontare in altre sedi e contesti.

Qui il punto è un altro: non si alza le mani su chi ti cura.

Spero che questo brutto fatto possa essere di aiuto per capire che bisogna dare più strutture e risorse a questa povera sanità e alle strutture più vicine al cittadino.

Ma intanto, mi piace dare la mia solidarietà al dottor Porzio. E ricordare quella Cerano dove si andava dal medico con il cappello in mano e l’abito buono, come quando arrivava a casa uno speciale di famiglia.

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