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Casa Vincenziana chiude o no? Calati: “E’ la saga delle polemiche inutili”

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MAGENTA –  Chiude la Casa Vincenziana di via Casati? La questione con polemica annessa è stata sollevata in queste ore dal Consigliere comunale del PD Paolo Razzano. Secondo il quale, appunto, la struttura dove da tempo sono ospitati un centinaio di richiedenti asilo potrebbe chiudere i battenti “nel silenzio generale da parte del Comune”. Da qui il nuovo fronte polemico con le precisazioni da parte del primo cittadino Chiara Calati arrivate a mezzo facebook: “Leggo una serie di banalità strumentali rispetto alla vicenda in questione decisamente imbarazzanti. È ovvio e naturale che ci siano da parte mia e della mia amministrazione interlocuzioni costanti a diversi livelli con i soggetti di competenza. Ho sempre detto, ed è nel mio stile, che avrei diffuso alla città solo notizie certe, chiare ed inequivocabili. Così sarà anche rispetto a questo tema”.

Insomma, al momento non ci sarebbe alcuna novità. Sostanzialmente, sulla stessa linea anche se rincara la dose il vice sindaco e assessore alla Sicurezza Simone Gelli che attacca pesantemente Razzano e la vecchia Amministrazione Invernizzi:  “Non sono solito comunicare cose non ancora certe e che possono essere suscettibili di cambiamenti. Non sono solito, nascondere, come avveniva nel passato, fatti o atti di cui ho certezza. Siamo in una fase nella quale, l’assunzione di informazioni certe, ha la priorità sulle polemiche da baraccone. Qui, non si trattata di appuntarsi la medaglietta per aver chiuso la struttura. Se fossi in Razzano e nel Pd, ragionerei sul fatto che dopo più di quattro anni di permanenza nella nostra città di questa struttura, milioni di euro spesi dal sistema Italia, se la stessa dovesse chiudere, lo farebbe mestamente e dimostrando, se mai ve ne fosse stato bisogno, il fallimento completo delle politiche di accoglienza targate Partito Democratico. Di più, se fosse vero quello che scrive il consigliere dem, ovvero che alla base di tutto vi fossero motivazioni economiche del gestore, allora sarei autorizzato a dire che ancora una volta, il dio soldo, ha prevalso su tutto il resto. Nulla di nuovo sotto il sole, per carità, per chi barattava in Europa la flessibilità economica di un paese, in cambio di migranti. Nessun mio imbarazzo. E’ la degna conclusione di scelte sbagliate e di una ex amministrazione, quella del Pd, che supina a logiche ben più grandi, pur di non disturbare il manovratore, ha svenduto Magenta ed i magentini.”

“Stiano tranquilli i magentini, quando avremo un quadro chiaro e netto rispetto a tutta la situazione, daremo tutte le informazioni del caso, con dovizia di particolari. Per il momento lasciamo la parola al Pd, da cui mi sarei aspettato, non un attacco all’amministrazione comunale o al sottoscritto, bensì, una seria giustificazione e spiegazione a tutti i magentini rispetto alle scelte errate fatte patire a tutti noi, sia a livello locale, sia a livello nazionale”  questa la chiosa di Gelli. In altre parole, qualcosa si sta muovendo. Ma non c’è ancora nulla di certo all’orizzonte.

 

 

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