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Dall'archivio:

Buon compleanno, Tigin! Un sogno lungo 1 anno. E adesso..

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Attenzione: questo articolo fa parte dell'archivio di Ticino Notizie.

Potrebbe contenere informazioni obsolete o visioni da contestualizzare rispetto alla data di pubblicazione.

 

ABBIATEGRASSO – Era un sogno. Poi è diventato realtà. Adesso, compiuto appena 1 anno di vita, cammina da solo e punta a raggiungere nuovi ed ulteriori traguardi.

Perché i sogni non finiscono mai e diventano sempre più grandi. Quindi, ora, ce n’è uno ancora più importante e grande da cogliere.

Dopo averne raggiunti, e parecchi, nell’anno più difficile e senza paragone alcuno con le decine di quelli passati.

Tigin, il primo GIN realizzato grazie all’idea e agli ingredienti (botaniche e piante) cresciuti nel Parco del Ticino, taglia il traguardo dei primi 12 mesi di presenza sul mercato.

Dietro ogni sogno, dietro ogni bruciante passione, c’è sempre l’Uomo. La componente umana. Tigin, in questo caso, può ben dirsi uno e trino: nasce infatti dalla visionarietà di Federico Sala (essperto di Gin), Maurizio Azzini (già noto e apprezzato cardiologo abbiatense, oggi titolare con la moglie di un’azienda agricola ed esperto di botaniche: quelle che sono state usate per Tigin) e Alessandro Dedda (esperto di business digitale).

A distanza di (soltanto)  1 anno, Tigin è passato dall’essere una scommessa tra amici a una solida realtà, forte di una sua credibilità e di una politica d’immagine e marketing appassionata e vincente.

“Siamo partiti andando porta a porta, bar dopo bar, a proporre Tigin nei locali dell’Abbiatense e del Magentino”, ci racconta con un sorriso Federico Sala, che tiene molto al suo titolo di ‘appassionato di Gin sin dal lontano 1994’.

“Adesso invece, nonostante i mesi pazzi del Covid e della chiusura forzata di bar e ristoranti, che speriamo presto sia soltanto un pallido ricordo, a noi si avvicinano realtà nazionali importanti nel campo della distribuzione di spiriti e di alcolici. Il progetto Tigin ad oggi può soddisfare offerta di pubblico esigente e attento al gusto. Ci siamo confrontati con protagonisti del beverage, e tra i principali obiettivi di quella che possiamo chiamare ‘fase 3’ c’è sicuramente quello di rafforzare la nostra presenza sulle piattaforme di vendita on line per gli appassionati del fine drinking”.

Sono tanti i bar e i ristoranti e i consumatori dell’est ticino che ormai conoscono Tigin, un pubblico di gente attenta e appassionata. “Sappiamo tutti che anno è stato, e continua ad essere. Ecco perché siamo ancora più soddisfatti di poter dire che se prima era Tigin a cercare e bussare alle porte di chi potesse venderlo, adesso sono gli altri (compresi i distributori) che cercano Tigin”.

Tra le principali novità della ‘nuova fase’ di Tigin c’è sicuramente il passaggio da una bottiglia di 50 cl ad una di 70 centilitri, frutto di un restyling grafico e di una etichettatura più invitante.

Ma Tigin è cambiato anche dentro: le botaniche sono rimaste le stesse, così come la ricetta, ma il cambio dell’alambicco per la loro distillazione ha portato ad una maggiore estrazione degli oli essenziali, con un prodotto ancora più seducente ed aromatico al naso, ed ancora più avvolgente sul palato.

Tigin è anche il primo distillato del suo genere certificato dal Parco del Ticino ed ottenuto mediante produzione agricola controllata. Un’altra medaglia da appuntare al petto.

E ora, tagliato il traguardo del primo anno, l’obiettivo è una crescita (ed un apprezzamento) ancora più forti: “Per quella che possiamo chiamare scelte etica, puntiamo a produrre e proporre un gin che possono permettersi tutti, sia la regina Elisabetta che le persone semplici. Vogliamo un Tigin interclassista, un gin non solo per tutti. Ma che piaccia e incontri il gusto di tutti”.

E che ci vuole? Basta sognare.. Buon compleanno anche da parte nostra, Tigin.

F.P.

Questo articolo fa parte dell'archivio di Ticino Notizie e potrebbe risultare obsoleto.

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