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Boffalora – Pontenuovo – Magenta, il traffico esplode già alle 5.30: perché la statale 11 è al collasso?

Non c’è pace per gli automobilisti in transito lungo la Strada Statale 11. Nel tratto tra Boffalora e la frazione magenta di Pontenuovo, la viabilità è ormai al collasso, al punto che persino sui social la rabbia dei pendolari è esplosa dopo l’ennesima segnalazione di lunghe code registrate all’alba, già alle 5.30 del mattino. Ma quali sono le cause di questo imbuto perenne?

Per comprendere l’emergenza occorre partire da un fattore contingente ma devastante: la deviazione del traffico. Tutti i giorni, dal ponte di Boffalora transitano oltre 5.000 veicoli, una stima facilmente verificabile osservando il flusso continuo dalle vie del centro. Oggi, a causa dei lavori alla rete fognaria in via XXV Aprile, quel volume di auto e camion non può transitare nell’abitato e si riversa inevitabilmente sulla SS11.

A questo sovraccarico locale si aggiunge l’effetto domino dell’Autostrada A4. Nel giro di appena dieci giorni si sono verificati due incendi di mezzi pesanti in punti differenti, che hanno richiesto interventi urgenti di riasfaltatura e comportato corsie inagibili. Risultato? Centinaia di veicoli deviano dall’autostrada per riversarsi sulla statale, già saturata. A peggiorare il quadro, la chiusura del casello di Galliate ha spinto un ulteriore flusso di mezzi a cercare rotte alternative, trovando la SS11 del tutto impreparata ad accoglierli.

L’analisi dell’assetto viabilistico evidenzia un’infrastruttura obsoleta, penalizzata dalla lentezza dei mezzi pesanti in accelerazione e da una densità eccessiva di impianti semaforici in poche centinaia di metri. Facciamo il punto della situazione epr alcuni snodi strategici. Semaforo della Magnana (Boffalora): regola l’incrocio con tempi asimmetrici (60 secondi per chi proviene dalla Magnana, 50 per la direttrice Milano-Novara), mentre le strade laterali scattano a chiamata con estrema rapidità. Uscita da Via Mazzini / Villaggio Saffa: l’uscita a chiamata richiede oltre due minuti d’attesa per dare priorità alla statale, ma una volta scattato il verde dura appena 15 secondi.

Ponte sul Naviglio Grande: appena percorsi 50 metri dal semaforo precedente, le auto incontrano un’ulteriore chiamata per i veicoli provenienti da Ponte Vecchio e dal cimitero di Boffalora, creando il blocco definitivo.

Impossibile pensare che una strada progettata decenni fa possa “scaricare” fluidamente oltre 30.000 veicoli al giorno in queste condizioni.

Come eliminare il problema? La risposta tecnica è netta: occorre rimuovere i semafori e riconsiderare i nodi critici. Sono considerazioni personali, naturalmente. Una delle prime soluzioni ipotizzabili è la realizzazione di una rotatoria all’altezza del semaforo della Magnana per fluidificare l’innesto. Sul lungo periodo, l’opera risolutiva resta la cosiddetta “variante di Ponte Nuovo”. Il progetto prevederebbe una deviazione a sinistra prima del distributore di benzina, incanalando il traffico pesante direttamente verso la rotonda di via Magenta per raggiungere l’area industriale e la Vetropack, bypassando il centro abitato.

Se abbiamo tempo da buttare proviamo a far eun esperimento, anche virtuale: percorrere la SS11 da San Martino di Trecate fino a San Siro, a qualsiasi ora del giorno. Perderemmo una quantità enorme di tempo in incolonnate snervanti. La statale attraversa centri urbani strutturalmente inadeguati al volume di traffico moderno.

Tuttavia, al netto di cantieri, guasti autostradali e incroci male progettati, l’elemento strutturale rimane uno solo: l’eccesso di veicoli privati. Fino a quando le infrastrutture non verranno adeguate con rotonde e varianti dedicate, l’unica variabile immediata resta la riduzione delle auto in circolazione. Per chi ne ha la possibilità, lasciare il mezzo a casa resta l’unico modo per alleggerire, seppur di poco, un’arteria ormai allo stremo.

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