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Dall'archivio:

Berlusconi continuerà le cure ad Arcore

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ARCORE – Visite ridotte al minimo, monitoraggio medico continuo, con tutte le attrezzature necessarie a disposizione in casa.

Silvio Berlusconi è rientrato ad Arcore dopo 45 giorni di ricovero all’ospedale San Raffaele, ma dovrà continuare a rispettare un regime di assoluta cautela, almeno nei primi giorni. Villa San Martino è stata dotata di tutte le strumentazioni necessarie, dedicando un’ala della residenza alle cure del leader di Forza Italia, con una sorveglianza medica fissa. Lo stesso Zangrillo, almeno nei primi giorni, dovrebbe recarsi quotidianamente a visitare l’ex premier. E su consiglio del professore, le visite saranno ridotte al minimo indispensabile, e con le stesse modalità di cautela che venivano adottate in ospedale: un visitatore alla volta, con le protezioni necessarie per evitare il rischio di nuove infezioni, come quella che ha causato il lungo ricovero al San Raffaele.

Dai pompelmi all’acqua santa di San Francesco di Paola, fino alla Madonna della Neve con il lumino, passando per coppole e catenine: Silvio Berlusconi durante la lunghissima degenza al San Raffaele di Milano ha potuto contare anche su omaggi (sacri e profani) portati al capezzale da una ‘corte dei miracoli’ di supporter venuti da tutta Italia. Non si sa quanto abbiano contribuito alla guarigione del Cav, ma sicuramente sono in tanti oggi a esultare per le sue dimissioni dall’ospedale, a 44 giorni dal ricovero in terapia intensiva per un’infezione polmonare in un quadro di leucemia mielomonocitica cronica. Quando le condizioni dell’ex premier destavano ancora grande preoccupazione, una processione spontanea è iniziata fuori dal San Raffaele, dove il 7 aprile è spuntato lo striscione dei tifosi del Monza calcio: “Forza Silvio, Monza è con te”, firmato dalla curva Davide Pieri. Immancabili la ‘pasionaria’ Noelle, la consacrata che da trent’anni segue il leader azzurro nei momenti più duri, scovata con rosario tra le mani a pregare per lui tra le corsie dell’ospedale e il ‘fedelissimo’ Marco Macrì, arrivato a Milano dopo dieci ore di treno dal Salento e rimasto a presidiare l’ingresso del San Raffaele per un’intera settimana, Pasqua inclusa, fin quando non è stato costretto al rientro al lavoro a Roma. E’ stato Macrì, appostato con la sua vela ‘Forza Silvio, il Salento è con te’, a prendere in consegna i tanti doni arrivati da vicino e da lontano. ”Gli ho portato una coppola siciliana e tre pompelmi: uno rappresenta me, uno mio padre e uno Silvio”, che per noi ”è un cugino acquisito”, raccontava il 7 aprile un supporter di Berlusconi, prima di consegnare tutto nelle mani del ‘fedelissimo’, che in appena 24 ore ha raccolto 35 lettere scritte a penna da militanti e fan di ogni età. ”Caro presidente Berlusconi – scriveva un 17enne del Milanese – ti seguo politicamente e moralmente da anni. Ho voluto lasciarti questa lettera per dirti che non sei solo: io sarò sempre con te con il cuore, con la mente, sono sicurissimo che anche questa volta ce la farai”.

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