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+Assago, l’aggressore del Carrefour CAPACE di intendere e di volere

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ASSAGO  Non e’ stato riscontrato nessun vizio di mente in Andrea Tombolini, il 46enne autore dell’aggressione del 27 ottobre a sei persone, di cui una uccisa, all’ipermercato Carrefour del centro commerciale MilanoFiori di Assago.
E’ quanto hanno concluso i periti nominati dalla gip Patrizia Nobile che hanno trovato l’indagato capace di intendere e di volere al momento dei fatti. Gli esiti degli accertamenti svolti da un collegio di esperti, tra cui il criminologo e psichiatra forense Marco Lagazzi, saranno discussi in udienza il 10 febbraio nell’ambito dell’incidente probatorio. Tombolini, agli arresti domiciliari nel reparto di psichiatria dell’ospedale San Paolo di Milano, e’ accusato di omicidio, duplice tentato omicidio e lesioni personali gravi.

La perizia, da quanto si è appreso, pur avendo accertato alcuni disturbi psicologici di Tombolini ha valutato che, quando si è scagliato contro i clienti del centro commerciale, era pienamente capace di intendere e di volere. Nessun vizio di mente, dunque, né parziale né totale, secondo i periti e ovviamente, sempre a detta degli esperti, il 46enne è anche capace di stare a giudizio. Lagazzi, criminologo e psichiatria forense, in passato si è occupato, tra gli altri, anche del caso del serial killer veronese Gianfranco Stevanin. L’incarico al pool di esperti era stato conferito lo scorso 2 dicembre dal gip Nobile, che aveva accolto la richiesta di perizia del pm Storari. Nell’udienza erano presenti anche i legali delle persone colpite a coltellate, tra vittima e feriti. Tra loro l’avvocato Marco Dallavalle, che assiste il padre di Luis Fernando Ruggieri, il dipendente del supermercato ucciso, e anche un collega rimasto ferito. Presente anche il legale (avvocato De Martino) del calciatore del Monza Pablo Marì, pure lui parte offesa e che qualche giorno dopo l’aggressione fu dimesso dall’ospedale. Ora la perizia sarà discussa alla presenza delle parti il 10 febbraio. A Tombolini dopo l’arresto era stata applicate la misura cautelare della custodia in un luogo di cura, il reparto di psichiatria del San Paolo. “Quando ho visto che tra i clienti vi era un calciatore del Milan (del Monza in realtà, ndr) ho provato invidia – aveva messo a verbale l’uomo – perché lui stava bene ed io male. L’ho colpito quindi con un coltello che avevo in mano e potevo fermarmi lì, invece non so cosa mi è preso e ho cominciato a colpire anche altre persone”. Dagli atti era emerso che Tombolini avrebbe dovuto sottoporsi ad una visita psichiatrica ai primi di novembre, ma il 27 ottobre nel centro commerciale prese un coltello dagli scaffali e iniziò a colpire.

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