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Alberto Genovese torna in carcere (a Lecco)

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MILANO Torna in carcere Alberto Genovese per scontare la pena definitiva di 6 anni, 11 mesi e 10 giorni ricevuta dal giudice di Milano per due casi di violenza sessuale ai danni di altrettante giovane ragazze tra il luglio e l’ottobre 2020 e di detenzione e cessione di stupefacenti.
La Squadra mobile di Milano ha eseguito l’ordine di esecuzione emesso dal pm Adriana Blasco prelevando l’ex imprenditore del web da una comunita’ nel Lecchese dove era agli arresti domiciliari. Il quarantacinquenne e’ stato portato nel carcere di Lecco. Dal totale della pena andra’ tolto il periodo di pre-sofferto per la misura cautelare, pari a poco piu’ di due anni, e anche sei mesi di liberazione anticipata che porta il residuo da espiare a poco piu’ quattro anni e due mesi. Per far uscire il prima possibile dal carcere Genovese per i suoi avvocati Luigi Isolabella e Stefano Solida si aprono due strade: da un lato chiedere al magistrato di sorveglianza di differire la pena, dall’altro ricorrere contro il provvedimento della procura davanti al giudice dell’esecuzione, ovvero il gup Chiara Valori.

L’ex imprenditore è stato portato nel carcere di Lecco, il più vicino alla comunità nel lecchese in cui si trovava ai domiciliari. A fine gennaio si era saputo che Genovese, 45 anni e difeso dai legali Luigi Isolabella e Davide Ferrari, aveva deciso di non ricorrere in appello contro la condanna dello scorso settembre, con rito abbreviato, a 8 anni e 4 mesi di reclusione per i due casi di violenza sessuale. E dunque aveva ottenuto lo sconto di un sesto, previsto dalle nuove norme della legge Cartabia, e così la pena è scesa a poco meno di 7 anni. Ieri è stato eseguito l’ordine di esecuzione pena con carcerazione, perché la Procura ha valutato che i reati per i quali è stato condannato, ovvero violenza sessuale e violenza sessuale di gruppo (in concorso con l’ex fidanzata nel caso di Ibiza), sono ostativi alla concessione in questo caso della detenzione domiciliare. Elemento questo che è il principale nel provvedimento della Procura e che si somma pure al fatto che il residuo pena che l’ex fondatore di start up digitali, arrestato il 6 novembre 2020, deve scontare, togliendo il ‘pre-sofferto’ (ossia il tempo già passato in custodia cautelare), è di più di 4 anni. E’ di circa 4 anni e 8 mesi, infatti, ma con l’eventuale concessione della liberazione anticipata potrebbe scendere fino a poco più di 4 anni e 2 mesi. Ora la difesa di Genovese ha di fronte due strade in teoria: ricorrere contro il provvedimento della Procura davanti al giudice dell’esecuzione che ha emesso la sentenza; oppure rivolgersi al Tribunale di Sorveglianza per chiedere che venga concessa una misura alternativa al carcere, ossia che possa tornare comunque ai domiciliari, anche prima che il residuo pena scenda sotto i 4 anni.

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