Quando l’intelligenza artificiale entra a far parte del processo progettuale, la decorazione architettonica può ancora essere considerata una semplice prosecuzione degli stili storici? E quando una villa barocca con oltre tre secoli di storia incontra l’intelligenza artificiale generativa, la decorazione può trasformarsi in un nuovo linguaggio capace di mettere in relazione passato e futuro?
Da queste domande nasce AI Decor, la mostra dei progetti finali del Corso di Decorazione dell’Accademia di Belle Arti di Sanremo. L’esposizione – inaugurata il 22 agosto scorso allo Spazio West Lake di Hangzhou, in China – sarà visitabile nell’Ala delle Donne di Villa Arconati ogni domenica dall’11 ottobre al 13 dicembre 2026. L’sposizione riunisce i lavori di trentacinque studenti che hanno utilizzato l’intelligenza artificiale come strumento progettuale e mezzo creativo, sviluppando interventi per gli spazi interni ed esterni di Villa Arconati. L’obiettivo è esplorare nuove possibilità di equilibrio tra la tutela del patrimonio storico e l’innovazione propria dell’era digitale.
La scelta di Villa Arconati come oggetto di studio assume quindi un significato particolare. Gli studenti non si sono confrontati con un terreno neutro, bensì con un luogo carico di memoria storica, valore culturale e ordine spaziale. Il progetto li ha posti di fronte a una delle questioni centrali del design contemporaneo: come inserire nuovi elementi decorativi nella storia senza sovrascriverla? Come costruire il futuro a partire dalla tradizione, invece di sostituirla?
Il titolo della mostra, AI Decor, non suggerisce che l’intelligenza artificiale sostituisca il progettista; al contrario, evidenzia come essa sia ormai diventata un nuovo partner creativo. L’IA non viene impiegata soltanto per la generazione di immagini, ma partecipa allo sviluppo dei concetti progettuali, alla simulazione delle atmosfere spaziali, alla sperimentazione materica e alla costruzione di nuovi linguaggi visivi. Se il progetto decorativo tradizionale si fonda sull’esperienza formale maturata dal designer, l’intelligenza artificiale generativa è in grado di produrre in tempi estremamente rapidi una molteplicità di scenari, ampliando le possibilità di ricerca e aprendo prospettive progettuali inedite.
Un aspetto particolarmente significativo è che la maggior parte dei progetti presentati non si limita a ricercare l’effetto spettacolare delle immagini generate dall’intelligenza artificiale, ma utilizza la tecnologia come strumento per reinterpretare le qualità spaziali di Villa Arconati. Alcune proposte ridefiniscono i percorsi del giardino, invitando il visitatore a riscoprire il complesso attraverso nuove modalità di attraversamento; altre introducono sistemi di illuminazione digitale e installazioni interattive che trasformano l’architettura storica in un’esperienza dinamica; altre ancora sperimentano materiali sostenibili, paesaggi ecologici e dispositivi digitali, facendo della decorazione una nuova interfaccia tra l’uomo e l’ambiente. Nei progetti degli studenti, l’intelligenza artificiale diventa così il mezzo attraverso cui mettere in relazione patrimonio architettonico, pensiero progettuale e futuri modi di abitare.
Il Movimento Moderno aveva progressivamente relegato la decorazione a elemento superfluo dell’architettura. Nell’epoca digitale, invece, essa torna ad assumere un ruolo centrale, trasformandosi profondamente. La decorazione contemporanea non riguarda più soltanto motivi ornamentali, materiali o forme, ma si estende ai campi dell’informazione, dell’interazione, dell’esperienza e della percezione ambientale. I progetti presentati in AI Decor riflettono chiaramente questa trasformazione: la decorazione diventa strumento di narrazione dello spazio, di relazione sociale, di rigenerazione ecologica e di diffusione culturale. Per Villa Arconati il futuro della decorazione non consiste nella riproduzione delle forme barocche, ma nella capacità di costruire un nuovo rapporto tra uomo e architettura attraverso materiali, tecnologie e linguaggi contemporanei, nel pieno rispetto della struttura storica.
In altre parole, la decorazione sta progressivamente passando dall’essere la “superficie” dell’architettura al diventarne un vero e proprio “comportamento”. Di fronte al patrimonio culturale, progettare non significa semplicemente conservare o rinnovare, ma costruire continuità nel tempo. Il valore più importante di questa mostra non risiede nella quantità di immagini sorprendenti generate dall’intelligenza artificiale, bensì nella domanda che essa pone: in che modo gli edifici storici cresceranno insieme all’intelligenza artificiale nel futuro?
Con l’evoluzione della modellazione digitale, dell’intelligenza artificiale, della realtà aumentata, delle esperienze immersive e dei materiali intelligenti, la decorazione architettonica diventerà sempre più aperta, dinamica e adattiva. Potrà modificarsi in risposta ai cambiamenti dell’ambiente, reagire ai comportamenti delle persone, rinnovare continuamente l’esperienza dello spazio e trasformarsi in un nuovo strumento di diffusione culturale. Tuttavia, indipendentemente dall’evoluzione tecnologica, l’architettura continuerà a custodire la memoria storica, i valori culturali e la dimensione simbolica della società. Una decorazione realmente capace di guardare al futuro non dovrebbe occultare la storia, ma renderla maggiormente comprensibile; non dovrebbe limitarsi a produrre meraviglia effimera, ma generare esperienze pubbliche durevoli.
I trentacinque giovani progettisti dell’Accademia di Belle Arti di Sanremo hanno scelto Villa Arconati come punto di partenza per esplorare, con il supporto dell’intelligenza artificiale, nuove relazioni tra architettura, paesaggio, arte e tecnologie digitali. I loro progetti conservano inevitabilmente un carattere sperimentale, ma è proprio questa tensione verso la ricerca che permette all’architettura storica di non rimanere confinata nel passato, aprendosi invece a nuove prospettive future. Quando l’intelligenza artificiale incontra il patrimonio storico, ciò che viene realmente ridefinito non è soltanto la decorazione, ma il nostro modo stesso di comprendere l’architettura, la cultura e il futuro.
Curatore: Pengpeng Wang
Designer: Alessandro Tondi, Alice Seghetto, Andrea Bevilacqua, Angelo Arlati, Aurora Gigli, Benedetta Cominotto, Benedetta Ronchini, Chiara Colella, Elena Marzorati, Elisa Perri, Francoise Michele Carati, Giada Delle Coste, Ginevra Sofia Bianchi, Giorgia Bianchi, Giulia Cigolini, Giulia Dell’Olio, Greta Pierno, Hala El Haday, Ivan Montalbetti, Kaossy Donpowell Igwegbe, Letizia Mandirola, Letizia Ravasio, Lorenzo Belvito, Ludovica Francescon, Marco Ferri, Nicola Degioanni, Nicolas Drago, Paola Salamano, Riccardo Cucchi, Sara Dichiera, Tais Maggioni De Carvalho, Tommaso Albiani, Valentina Rota, Viola Busiello, Yuqing Zhu.
AI DECOR VILLA ARCONATI
Tutte le domeniche dall’ 11 ottobre al 13 dicembre 2026
Ala Espositiva di Villa Arconati – Castellazzo di Bollate (MI), Via Madonna Fametta 1.
Ore 11.00 – 19.00
Ingresso libero, previo acquisto del biglietto d’ingresso di Villa Arconati (€ 11/8)
Per maggiori informazioni:
02.3502217 | 393.8680934 | info@villaarconati.it | www.villaarconati.it













