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Addio a Carlo Monguzzi, volto storico dell’ambientalismo milanese e lombardo

Morto a 75 anni. Era consigliere comunale di Europa Verde dal 2021

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Lutto nel mondo della politica milanese.
Dopo una breve malattia è morto a 75 anni Carlo Monguzzi,
consigliere comunale di Europa Verde e storica figura
ambientalista della città.

Monguzzi era stato eletto consigliere comunale di maggioranza
nel 2021 ma in questi anni non sono mancate le sue posizioni
critiche alla giunta guidata dal sindaco Giuseppe Sala,
soprattutto sulla decisione di vendere lo stadio di San Siro e,
in generale, sulle politiche ambientaliste della città. Nato a
Milano il 18 settembre del 1951 Monguzzi si era laureato in
Ingegneria chimica e poi aveva intrapreso la strada
dell’insegnamento di matematica. La sua grande passione è stata
però sempre quella della politica.

È stato tra i fondatori di Legambiente e dal 1990 è stato
eletto più volte consigliere regionale in Lombardia. Dal 1993 al
1994 ha ricoperto la carica di assessore regionale all’Ambiente
ed energia. Come assessore ha promosso la prima legge sulla
raccolta differenziata dei rifiuti e il primo Piano Aria contro
lo smog
, si legge nella sua biografia sul sito del Comune di
Milano, continuando poi a battersi contro il traffico illecito
dei rifiuti, contro l’abbattimento degli alberi, contro la
caccia, contro la cementificazione del territorio e il consumo
di suolo e per la totale trasparenza e onestà nella gestione
della cosa pubblica. È stato rieletto in Regione come
consigliere nel 1995, nel 2000 e nel 2005. Nel 2011 è stato
eletto con il Pd al Consiglio Comunale di Milano a sostegno di
Giuliano Pisapia. Nel 2021 è stato rieletto, questa volta nelle
file di Europa Verde.

“Se ne è andato Carlo MONGUZZI, se ne è andato un lottatore. Spesso non la vedevamo allo stesso modo, ma lo rispettavo per il suo impegno politico e il nostro affetto
reciproco non è mai venuto a mancare.

Avevo celebrato il suo matrimonio. Ed era l’unico che in aula consiliare si rivolgeva a
me non con “Sindaco”, ma con “Beppe”.
Chi non frequenta la
politica non può capire come possano coesistere duri scontri
pubblici e solidi rapporti privati. Anche l’ultima volta che è
venuto nel mio ufficio, nei mesi scorsi, avevamo discusso
animatamente e ci eravamo lasciati con un abbraccio. Un abbraccio
che ricordo molto bene.

Durante la sua malattia, che è progredita in un modo assurdamente rapido, mi informava delle cure. Poi non è più riuscito a farlo e ho capito. Riposa in pace, caro
Carlo”. Lo dichiara in una nota il sindaco di Milano Giuseppe
Sala.

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