La Procura di Milano ha chiesto il
rinvio a giudizio per tentato omicidio con l’aggravante della
premeditazione per Vincenzo Lanni, 60enne che, il 3 novembre
2025, accoltellò alla schiena, ferendola gravemente, una 43enne
manager di Finlombarda, mentre stava andando a lavoro, in piazza
Gae Aulenti, zona dei grattacieli milanesi. Una donna a lui
“sconosciuta” e scelta come obiettivo “a caso”, come era emerso
anche da un video.
La pm Maria Cristina Ria, dopo gli accertamenti nelle
indagini dei carabinieri e una perizia che ha riconosciuto la
piena capacità di intendere e di volere dell’uomo al momento del
fatto, aveva chiuso l’inchiesta nei mesi scorsi e ha inoltrato
la richiesta di processo su cui dovrà decidere la gup Chiara
Valori. L’udienza preliminare è fissata per ottobre. La difesa
davanti al gup potrebbe anche scegliere il processo con rito
abbreviato.
“Volevo colpire il potere economico, ma non uccidere”, aveva
sostenuto, in sostanza, il 60enne dopo l’arresto davanti alla
gip Rossana Mongiardo, che aveva firmato l’ordinanza di custodia
cautelare in carcere, riconoscendo l’imputazione con
l’aggravante della premeditazione contestata dalla Procura.
L’uomo, originario della Bergamasca, era già stato condannato
in passato a 8 anni di reclusione e a tre anni di misura di
sicurezza in una struttura protetta per aver accoltellato due
pensionati nel 2015 e poi era stato rimesso in libertà perché
giudicato non più socialmente pericoloso. In quel procedimento
gli era stato riconosciuto un vizio parziale di mente, mentre la
perizia psichiatrica disposta nell’inchiesta milanese, pur
segnalando i suoi disturbi psichici, ha stabilito che era
pienamente capace quando ha inferto quella terribile coltellata
alla schiena con una lama da 23 centimetri.












